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15 NOVEMBRE: ASSEDIAMO I PALAZZI DEL POTERE, OCCUPIAMO LE SCUOLE

Questo articolo è stato scritto da il 06 nov 2013 in Editoriali

Il 19 Ottobre è stato un esempio ed un momento fondamentale di indirizzo e individuazione delle controparti per gli studenti medi. Consci di non aver attraversato questa data con una partecipazione diretta e di massa, ma allo stesso tempo dell’importanza che essa ha avuto nel porre in maniera forte e decisa delle pratiche e dei linguaggi che si sono dimostrati estremamente efficaci, lanciamo una nuova data di mobilitazione nazionale il 15 Novembre.

Questa giornata vuole porsi in continuità con il 19 Ottobre, ma allo stesso tempo rilancerà la mobilitazione studentesca e i contenuti portati in piazza dagli studenti medi a partire dal 4 Ottobre. Da un lato quindi si esprimerà la forza e il conflitto generato dalla trasversalità e dalla pluralità di soggetti e realtà che contribuiranno alla mobilitazione; tutta la componente giovanile nella sua varietà, non solo come studenti, ma soprattutto come generazione che subisce particolarmente il peso della crisi vivrà questa piazza: migranti, universitari, sfrattati, precari… Dall’altro lato si esprimerà la rabbia che nasce e cresce dalle contraddizioni di una scuola sempre meno a misura di studente, che ha perso quella tanto sbandierata capacità di essere ascensore sociale e che copre l’assenza di spazi e saperi altri con una gestione sempre più autoritaria.

Sappiamo bene che l’unico e vero ruolo del governo Letta è quello di mantenere la “governabilità”. Questo ruolo viene svolto attraverso campagne mediatiche che parlano di riforme e provvedimenti che nella maggior parte delle volte servono a portare avanti il piano di austerità a spese della popolazione e nelle poche volte che sembrano andare verso una risoluzione dei problemi delle famiglie sono semplicemente ridicoli ed inconsistenti. Questo l’abbiamo ben visto per quanto riguarda l’ambito della scuola. La ministra Carrozza ha continuato l’opera disastrosa di valorizzazione dei test INVALSI (in perfetta continuità con i precedenti ministri Profumo e Gelmini) e allo stesso tempo, con un abile strumentalizzazione dell’informazione, ha stanziato un irrisoria somma per l’edilizia scolastica che non basterà nemmeno per risolvere i problemi più basilari.

La data del 19 ottobre ci insegna però che a questo governo che è a tutti gli effetti un governo “tecnico” si può e si deve contrapporre il conflitto dal basso, senza farsi abbindolare dagli specchi per le allodole della politica istituzionale. Il 15 Novembre ci metteremo quindi nuovamente in gioco in prima persona, attraverso le pratiche dell’assedio ai palazzi del potere e della sollevazione generale. Altrettanto importante è già da subito considerare questa data non come un punto di arrivo ma come un passo di una mobilitazione sempre più vasta e determinata. In quest’ottica è centrale il tema della riappropriazione di spazi e tempi nelle scuole, spazi un cui esprimere il nostro rifiuto dei modelli di formazione autoritari, riproponendo le pratiche di autoformazione e controinformazione. Le occupazioni saranno il momento in cui portare la sollevazione studentesca all’interno degli istituti, consapevoli di come questi luoghi si collochino nel quadro più ampio e articolato di una metropoli ormai da anni inserita in un contesto di crisi che comporta la perdita di spazi di socialità e di aggregazione.

E’ quindi fondamentale partecipare attivamente a questa giornata che esprimerà, in continuità con questo autunno di lotte, grande conflittualità e radicalità.

STUDAUT