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Assemblea di Studaut al campeggio studentesco NO TAV 3.0

Questo articolo è stato scritto da il 10 ago 2014 in Editoriali

Dall’inizio di quest’anno abbiamo assistito all’insediamento del nuovo governo Renzi fatto di luccicanti promesse e carico di grandi aspettative per il rinnovamento del Paese, l’uscita dalla crisi e il taglio dei costi di una politica identificata sempre più come nemica dai cittadini.A sei mesi di distanza, proclami a parte, non abbiamo assistito ad altro se non ad una sostanziale continuità con i governi precedenti: le risposte ai problemi reali e concreti, infatti, sono rimaste le stesse.Da un lato con provvedimenti e manovre come il Jobs Act e il Piano Casa viene sancito ancora una volta che a fare le spese di questa crisi sono sempre gli stessi: le fasce più deboli della popolazione, i giovani, gli studenti, i lavoratori e le famiglie. L’Austerity cambia nome ma nei fatti rimane sempre quella che abbiamo imparato a conoscere bene negli scorsi anni, con tagli e riforme che vanno ad intaccare in maniera diretta servizi pubblici come la sanità, l’istruzione e i trasporti e che ridimensionano in maniera radicale il reddito delle nostre famiglie. La precarietà è diventata di fatto l’unica forma possibile per i giovani di entrare nel mondo del lavoro e la disoccupazione giovanile si attesta su livelli allarmanti di oltre il 40%. Dall’altro l’unica risposta che le istituzioni sono in grado di dare ad emergenze sociali, come ad esempio quella abitativa, è di criminalizzare sempre più chi si oppone a queste manovre dissennate senza occuparsi di risolvere realmente i problemi. Da questo punto di vista la Val Susa è l’esempio lampante di come non sia cambiato nulla: il governo Renzi, nemico giurato degli sprechi , continua, come tutti i governi da vent’anni a questa parte, ad investire enormi risorse, tagliando nel welfare, per un’opera che non porta a nulla se non a devastare un territorio e ad arricchire i soliti noti. L’opposizione all’opera è liquidata come una questione di ordine pubblico e le uniche risposte che vengono date sono la continua criminalizzazione, il manganello e i gas lacrimogeni. Il Tav è la contraddizione più lampante di un modello di sviluppo che ci viene imposto e che non rispecchia i bisogni e le esigenze reali di un paese ormai alla deriva. La lotta al TAV non è solo una lotta contro una grande opera inutile e dannosa, ma significa opporsi in maniera molto più ampia a chi pretende di decidere sulla nostra pelle e sul nostro futuro. La lotta studentesca e quella No Tav sono strettamente intrecciate, per questa ragione dopo i due giorni di assemblea ad Alessandria, un altro territorio interessato nella costruzione dell’Alta Velocità, riteniamo importante, anche quest’anno, rilanciare un’altra edizione del campeggio studentesco dall’1 al 5 Settembre a Venaus, che ospiterà l’assemblea StudAut, per concludere un’estate di lotta che ha visto gli studenti protagonisti e per discutere e confrontarci insieme riguardo a come ripartire in questo Autunno che ci attende, a quali strade e percorsi intraprendere e quali, invece, abbandonare e riguardo a come collegare e mettere a frutto lotte diverse, ma affini come quella studentesca e la difesa dei territori.