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Assemblea nazionale Studaut, 10 Settembre @presidio notav Venaus

Questo articolo è stato scritto da il 05 set 2015 in Editoriali

Un altro anno scolastico è alle porte e con esso riprendono le mobilitazioni studentesche sulla condizione della scuola pubblica e, più in generale, sulle politiche istituzionali che, in questo momento, sono portate avanti da Matteo Renzi. Per prepararci al lavoro che ci aspetta il 10 settembre ci incontreremo al campeggio studentesco NoTav, qui ci confronteremo su specifici temi in due tavoli. Per cercare il più possibile di costruire un ampio dibattito sulle tematiche studentesche, risulta molto utile evidenziare dei nodi su cui andare ad articolare la giornata.

Il primo tavolo verrà incentrato sulle conseguenze dell’approvazione della riforma “Buona Scuola”, e su come essa modifichi il modo di vivere e concepire l’istruzione superiore. I nodi che a noi come studenti interessano di più e che, come militanti, possono andare a formare una possibilità di costruzione di un terreno di ampio scontro e rottura sull’attuale concezione di scuola pubblica, sia all’interno delle scuole, sia fuori nelle piazze, risultano chiaramente la questione degli stage non pagati, vivido elemento dell’avanzata neo-liberista sul mercato del lavoro in atto nel nostro paese da anni ma che trova nell’attuale presidente del consiglio un motore efficiente e rapido, del “preside sceriffo” che avrà un potere decisionale praticamente assoluto all’interno dell’istituto e che quindi potrà gestire come più gli piace e aggrada, e che con l’ingresso della cosiddetta “autonomia scolastica” potrà inoltre assumere il corpo docenti che vuole e licenziare chi non è d’accordo con la sua gestione; e infine, ma non meno importante vertenza, il “caro vita” che ad oggi è un tema molto chiaro agli studenti e che più di ogni altro fenomeno va a toccare direttamente gli stessi. I punti appena elencati sono temi già ampiamente affrontati nelle scorse assemblee nazionali, ma di cui alcuni non siamo ancora riusciti a farne strumenti utili alla ricomposizione del movimento; per diventarli è preteso da parte nostra uno sforzo politico maggiore, rispetto ad altre battaglie che abbiamo portato avanti gli scorsi anni, in quanto, soprattutto gli stage, sono vissuti dagli studenti in maniera abbastanza positiva, complicandoci così la nostra capacità di intervento, con il rischio, non trascurabile, di andare contro il corpo studentesco. Viceversa le altre due vertenze hanno la caratteristica intrinseca di essere molto concrete, nello specifico la questione dei “presidi sceriffo”, molto probabilmente, sarà la vertenza che più riuscirà a costituire accumulazione e rabbia diffusa tra gli studenti e che spetterà a noi, studenti militanti, cercare il più possibile di indirizzare verso una scelta movimentista. Il caro vita è invece un discorso che abbiamo già ampiamente trattato nelle nostre città, costruendo campagne che hanno ottenuto in generale risultati positivi.

Quello che emerge di fondo, è la necessità di organizzare delle campagne unitarie sui punti sollevati; che sappiano così dare delle linee guida e che, in seguito, ogni singola realtà declina e amplia a seconda della propria soggettività cittadina.

Quest’ultima parte va così a confluire in quello che è il tema della seconda assemblea, cioè l’organizzazione. Qui la questione di primaria importanza è come vogliamo declinare, come singole città, ma soprattutto come rete, la data del 2 ottobre . E’ importante riprendere l’anno scolastico con una mobilitazione forte che vada a porre al centro del dibattito politico, le questioni più cruciali che avremo individuato nella prima assemblea. Quindi per noi studenti iniziare l’anno prendendoci lo spazio di cui necessitiamo per far accrescere e potenziare i percorsi di lotta, sia all’interno dei nostri istituti sia nelle città, è ciò che serve per porre delle basi solide per ricominciare, dopo la pausa estiva, il progetto di scontro con il caro vita in generale, che pesa sempre di più sulla vita di tutti e tutte.  Sempre continuando sul tema delle mobilitazioni, sarà anche necessario delineare, per quanto possibile, il percorso da intraprendere già da dopo il 2 Ottobre, in modo da permettere una progettualità sulla costruzione di un lavoro politico cittadino atto alla territorializzazione e all’accumulazione. Ultimo punto, di vitale importanza, è l’organizzazione mediatica attraverso la quale riuscire a far circolare in maniera sempre più efficacie le istanze che riguardano noi come studenti, ma anche come giovani precari all’interno delle nostre città.

L’autunno che si va via delineando ci presenta una grande possibilità di rilancio delle lotte studentesche/giovanili, anche considerando di una possibile riforma dell’università, risulta così essenziale cercare il più possibile di articolare le due assemblee di questa StudAut come un dibattito chiaro e schietto, che risulti quindi il più possibile proficuo per ogni realtà e più in generale per la nostra rete.