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2003-2013 DAX, I COMPAGNI NON DIMENTICANO

Questo articolo è stato scritto da il 06 mar 2013 in Metropoli e Territorio

Nella notte fra il 16 e il 17 marzo 2003 moriva Davide Cesare detto “Dax”, militante del Centro Sociale O.R.So di Milano. Era da poco uscito, assieme ad alcuni compagni, da un bar del quartiere Ticinese. Fuori, ad aspettare i ragazzi, ci sono tre neofascisti armati di lame. Sono padre e due figli di cui uno minorenne. L’aggressione dei neofascisti è molto violenta. Dopo pochi secondi alcuni compagni rimangono a terra feriti e Dax purtroppo non arriverà vivo all’ospedale, morto per le molteplici ferite.

dax 2013

 

Arrivano subito alcune volanti delle forze dell’ordine che ostacolano i soccorsi già in ritardo. Le ore che seguiranno sfiorano il surreale. I numerosi amici e compagni giunti al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo, dove viene portato il corpo ormai senza vita di Dax, vengono aggrediti da carabinieri e polizia che senza motivo si scagliano ripetutamente sui ragazzi. Negli incidenti vengono coinvolti pazienti e personale medico.

I giorni seguenti, come se non bastasse, i giornali e le tv etichettano l’aggressione come rissa tra ubriachi poi degenerata, tentando di insabbiare o giustificare gli scontri che hanno trasformato quella notte in un assurdo incubo per tutti i compagni e amici di Dax.

Il 16 marzo 2013 saranno 10 anni. Dieci anni da quando il fascismo con la complicità dello stato ci ha strappato un altro compagno, un altro amico, un altro fratello. Durante questa giornata, a Milano, si terrà una manifestazione per non dimenticare i fatti di quella notte e per ricordare a tutti noi che cosa vuol dire essere antifascisti e, cosa più importante, cosa vuol dire essere militanti antifascisti, ovvero traducendo con la pratica ciò che è ancora troppo teorico: dobbiamo tenere viva la fiamma del conflitto e distruggere ogni tipo di neo-fascismo alla radice.

Noi studenti medi, noi giovani dovremmo sentirci quasi obbligati a partecipare a questa giornata, noi che dieci anni fa eravamo poco più che dei bambini e che oggi rappresentiamo il futuro della lotta e dell’antifascismo.

Il 16 marzo dobbiamo far sentire la nostra voce, dobbiamo ancora una volta esprimere la nostra rabbia perché quella sera Dax potevi essere tu o potevo essere io. Ma forse, pensandoci bene, siamo un po’ tutti Dax… perché lui anche se non c’è più, continua a vivere nel nostro ideale, nella nostra lotta.