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CAGLIARI: CONTESTAZIONE A SALVINI, LA POLIZIA CARICA I MANIFESTANTI

Questo articolo è stato scritto da il 12 feb 2016 in Metropoli e Territorio

L’11 febbraio il leader della Lega Nord Matteo Salvini è sceso a Cagliari per inaugurare una sede elettorale. Benchè a Cagliari il bacino elettorale di Noi con Salvini sia ristretto, chiunque sia a conoscenza delle alleanze della destra cagliaritana sa che i militanti di Noi con Salvini nei mesi passati hanno partecipato ad una riunione che coinvolgeva i principali gruppi neofascisti cagliaritani, con lo scopo di dare unità al progetto politico dell’estrema destra locale. Gli studenti medi aderendo alla proposta del Coordinamento Antifascista Cagliaritano hanno ritenuto necessario dare una risposta concreta al fine di non lasciare spazio agli sproloqui di un individuo del genere che porta avanti una politica basata sul razzismo e sull’incitamento alla guerra tra poveri.

È stata quindi indetta una giornata di contestazione con concentramento per le ore 9 in Piazza Trento. Le misure di repressione sono però iniziate la mattina presto, quando sono stati fermati due compagni che si erano presi la responsabilità di portare il materiale per il corteo al concentramento. Nel furgone c’erano delle arance (e altri effetti personali del proprietario), bandiere e striscioni che ormai da un po’ imbottiamo per difenderci dalle cariche dei reparti di polizia. Abbiamo iniziato la giornata sapendo che due compagni erano stati fermati, e ciò non ha fatto altro che incrementare il sentimento di unione nel dissenso verso lo sbarco leghista in Sardegna. La manifestazione diretta verso la nuova sede di Noi con Salvini, dove il leader leghista 12735802_1734055753514248_918485451_nera atteso per le 10.30, è partita poco dopo le dieci, con circa trecento partecipanti. Imboccando via Sant’Avendrace dopo poche centinaia di metri sono stati raggiunti i blocchi con le transenne posti dalla polizia. E’ iniziata una pressione sui blocchi e un lancio di uova di vernice accompagnato da cori contro la Lega, provocando la prima carica delle forze dell’ordine e il lancio di svariati lacrimogeni ad altezza uomo. Un giovane studente è stato fermato e poi rilasciato.

Dopo i primi momenti di tensione, i manifestanti si sono ripresi dai fumi irritanti e il corteo si è ricompattato, per poi dirigersi verso viale Trieste e proseguire nelle vie del centro. Incredibile la solidarietà dimostrata dai cittadini cagliaritani. Verso le 12.30 il corteo ha raggiunto viale Diaz, dove Salvini ha tenuto una conferenza stampa all’hotel Panorama. Anche questa zona è stata completamente militarizzata, almeno 8 blindati bloccavano la strada. I manifestanti rimangono davanti alla celere schierata in tenuta antisommossa per lanciare ancora qualche coro. Verso le 13.30 il corteo si è diretto verso la sede della questura in via Amat per ottenere il rilascio dei compagni fermati in mattinata che poco dopo sono stati liberati, dove è stato accolto da tre reparti celere che sembravano attendere un assalto alla questura. Molti sono rimasti increduli.

Perché voler dimostrare il proprio dissenso? Perché rifiutare la Lega? Perché cacciare Salvini? Crediamo di vivere in un epoca di bassezza culturale, una situazione che pensiamo sia dovuta e voluta; dovuta alla carenza di possibilità delle persone di potersi confrontare sulle dinamiche dell’esistente, voluta dallo stato, dai mass media, e dall’istruzione che concorrono a non voler fornire strumenti adeguati alla comprensione della realtà. Crediamo che la contestazione e l’incontro possano essere dei momenti di possibilità al confronto e di volontà nel voler respingere un modello sociale che effettivamente nuoce alla maggior parte delle persone, un punto da cui partire per poter costruire la realtà che vogliamo. I giorni precedenti alla contestazione di Salvini queste possibilità le abbiamo trovate con assemblee, incontri organizzativi, volantinaggi e, perché no, anche con scritte sui muri e attacchinaggi che hanno sollevato un livello di dibattito in città che altrimenti non si sarebbe creato.

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Non riteniamo di dover difendere la libertà di espressione di chi parla di condizioni di vita e di disagio che non conosce, strumentalizzandole a fini propagandistici per poter arraffare qualche poltrona in più e far continuare la storia del ricco che mangia il povero. Ormai le grandi manovre finanziarie sovradeterminano la vita degli stati, non saranno le politiche dell’Italia a darci risposte per la nostra terra, e tanto meno un demagogo trasformista come Salvini il cui unico interesse è chiaramente quello di arraffare voti. Per questo ancora dovremmo fare i conti con questi fantocci, ancora dovremmo darci risposte fidandoci del confronto con chi ci sta accanto, non di una televisione, non di un politicante. Per farlo serviamo tutti e tutte. Un giorno di Lega in Sardegna, un giorno di contraddizioni, un giorno di resistenza!

CASC (Collettivo Autonomo Studenti Casteddu)