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DI RITORNO DAL #19OTTOBRE

Questo articolo è stato scritto da il 21 ott 2013 in Metropoli e Territorio

Pagine e pagine sono state scritte e si stanno scrivendo su questo grande corteo, riportiamo un breve commento sui fatti del Collettivo Autonomo Studentesco bolognese

Dopo anni di crisi ed altrettanti anni di lotta all’austerity qualcosa si sta sollevando.

Il corteo del 19 Ottobre e tutta la settimana che lo ha preceduto lo hanno dimostrato: una moltitudine di oltre 70.000 persone arrivate da ogni parte d’Italia e da ogni quartiere di Roma ha invaso le strade della capitale, eterogenei ma fortemente uniti abbiamo attraversato tutta la città sotto le “maschere di V” e lo striscione d’apertura: “Una sola grande opera, casa e reddito per tutt*”. Occupanti di case, studenti, precari, disoccupati, movimenti NOTAV, NOMUOS e tantissimi altri si sono uniti per dare vita alla sollevazione generale, che si è espressa in tutta la sua rabbia e in tutta la sua determinazione.

 

Di fronte ad una nuova composizione della piazza, ad una nuova unità, un nuovo soggetto politico indipendente ed autonomo, i media hanno saputo solo dipingere il loro teatrino di “devastazione e saccheggio”.

Già dal 18, il giorno dello sciopero dei sindacati di base conflittuali, l’informazione “ufficiale” seminava il panico intorno al corteo degli antagonisti e dei “blekke blokke” e quella linea ha tenuto anche dopo, pur trovandosi completamente smentiti. Quella mezzora scarsa di scontri davanti al ministero dell’economia è diventata presto spunto per l’immaginario di un corteo barbarico e caotico, e neanche la retorica dei “buoni e cattivi” e stata messa da parte.

La realtà evidente però è tutt’altra: un corteo eterogeneo ma unito, ben difeso dalle provocazioni polizieche e ben pronto ad assediare i ministeri anche se blindati, un corteo con rivendicazioni chiare e non mediabili, un corteo sociale e inclusivo e nel contempo forte e determinato.

 

Ma ciò che è veramente nuovo di questa data non sta solo nella composizione eterogenea o nella sua riscoperta maturità collettiva, la novità è che la mobilitazione non si è ancora fermata!

Si era detto da subito e così e stato, l’acampada di Porta Pia deve continuare e tutte le delegazioni arrivate del resto d’Italia devono riportare quell’intelligenza e quella conflittualità nei loro territori. Il 19 Ottobre in questo modo non si è limitato ad essere una grande piazza gremita di gente, e nemmeno si è limitato ad una incontrollata espressione di rabbia, che avrebbe lasciato terra bruciata intorno a se, ma è diventato un motore, un propulsore per tutte le lotte che si sono date un’immediato rilancio, Martedì infatti sarà una nuova giornata di mobilitazione, in contemporanea con l’incontro tra Lupi, il sindaco di Roma Marino e l’acampada di Porta Pia daremo il nostro sostegno da tutte le città.