PIATTAFORMA STUDENTI #NO.INCENERITORE di Giuliano

Questo articolo è stato scritto da il 26 nov 2013 in Metropoli e Territorio

PIATTAFORMA STUDENTI #NO.INCENERITORE

Giugliano, uno dei comuni italiani più grandi per estensione e popolazione ma, nonostante ciò, ancora non una provincia, negli ultimi tempi si è configurato come il simbolo per eccellenza delle periferie-discarica di Napoli: emarginate dall’epicentro sociale ed economico e abbandonate alla devastazione ambientale e politica. Nella fattispecie,  da due anni é stata scelta come città ospite del futuro piano rifiuti, ufficializzato quest’estate, che prevede la costruzione di un nuovo inceneritore, dopo il “mostro” già esistente e mal funzionante ad Acerra, altro comune del napoletano. I comitati cittadini attivi sull’intero territorio provinciale, da quelli ambientali, che erano già stati protagonisti delle lotte anti–discariche (Taverna del re, Chiaiano, il Castagnaro a Quarto, etc.) a quelli sociali e culturali; si sono riuniti in un unico contenitore politico per bloccare questa ennesima opera di inquinamento, sponsorizzata dagli ormai eterni alleati, mass media e fazioni politiche, come unica soluzione all’emergenza rifiuti. L’incontro tra queste diverse realtà ha dato vita a un qualcosa di nuovo che inevitabilmente le accomuna: IL COMITATO NO INCENERITORE che si propone obiettivi concreti e pratici da portare a termine espressi da una precisa carta d’intenti. Oltre la priorità di bloccare e boicottare progetti totalmente inutili se non agli interessi della classe dirigente partitica e imprenditoriale, il Comitato si è imposto di lottare per ottenere le bonifiche di tutti i territori campani ad esclusivo controllo popolare così da impedire ulteriori speculazioni istituzionali date dal controllo privato di ingenti somme di denaro; obiettivo comune a molte altre realtà di lotta, come i comitati per la bonifica di Bagnoli. Inoltre, nel panorama ampio di movimenti #stopbiocido, che a sua volta si è indirizzato verso una piattaforma comune di resistenza partita in piazza a Napoli il 16N #fiumeinpiena, il Comitato se ne inserisce perfettamente, non solo portando tra le proprie vertenze lo stop immediato al biocidio, allo sversamento di rifiuti tossici e ai roghi, ma identificando quest’esigenza comune, spinta dal tasso sempre più alto di tumori e malattie, in azioni di boicottaggio e assedio di qualsiasi struttura fisica istituzionale responsabile e tutt’ora negazionista e revisionista. I collettivi studenteschi, tutti, partendo dagli istituti dell’area nord fino all’intero hinterland napoletano, si sono e continuano intensamente ad essere impegnati nella difesa del territorio, creando un percorso ricco di esperienze e discussioni politiche incentrato sulle occupazioni delle scuole (importanti spunti di autoformazione e di spirito aggregativo e partecipativo) e sulle fondamentali giornate di piazza. Sentito è  l’obbligo di schierarsi, di prendere finalmente una posizione, creando quindi, una piattaforma comune di lotta e di lavoro, all’interno della quale ogni collettivo possa contribuire e agire autonomamente per creare un immaginario comune e d’impatto.
Mentre la scuola pubblica sprofonda in un’aziendalizzazione e  privatizzazione sempre più evidente, con la svendita totale del sapere e la creazione di climi repressivi interni ad essa allontanando così, in maniera definitiva l’interesse degli studenti verso uno studio autonomo e non di parte; i diritti primari alla vita e alla salute, oltre quello non costituzionale ma che la storia ha reso fondamentale, ovvero il diritto alla resistenza, vengono totalmente dimenticati se non disimparati. Come studenti e cittadini, a cui un futuro e una dignità non solo vengono negati ma totalmente aboliti, crediamo che: l’opposizione, l’antagonismo e la resistenza contro le istituzioni siano l’unica voce in capitolo che ci sia rimasta per far valere e canalizzare quella rabbia sociale e quello spirito di appartenenza territoriale che adesso, consapevolmente, sono le nostre armi più forti e congeniali alla lotta, costruendo, in questo modo, in contemporanea alle altre realtà, un percorso politico informativo e formativo nelle scuole e nelle piazze.

 

 

Carta d’intenti:

-Bloccare la costruzione di inceneritori e opere di devastazione a Giugliano e ovunque, con pratiche di boicottaggio

-Ottenere immediatamente le bonifiche a controllo popolare, attraverso comitati e commissioni competenti

-Fermare immediatamente roghi e sversamenti, #stopbiocidio

-Creare percorsi informativi e piani di lavoro nelle scuole

-Creare momenti di piazza e contestazioni,#chihainquinatodevepagare