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‪#27F, STUDENTI ANCORA IN PIAZZA CONTRO LA “BUONA SCUOLA”!

Questo articolo è stato scritto da il 02 mar 2015 in Scuola

Il 27 Febbraio il governo Renzi avrebbe dovuto approvare le proposte di legge riguardanti la “Buona Scuola”, ma come al suo solito non è riuscito a portare a termine gli impegni prorogando l’approvazione al 3 Marzo. Noi studenti però non promettiamo a vuoto, siamo sempre stati pronti a metterci in gioco fino alla fine per portare avanti le nostre rivendicazioni e la richiesta che siano rispettati i nostri diritti e bisogni!
Infatti per il 27 febbraio avevamo chiamato una giornata di mobilitazione nazionale, sia contro la famosa “Buona Scuola”, che abbiamo contestato con forza durante tutto l’autunno con manifestazioni, assemblee, iniziative, sia contro le politiche di più ampio respiro che questo come i precedenti governi porta avanti, come il nuovo ISEE, l’enorme spreco di risorse in grandi opere inutili come TAV, INVALSI, MUOS, EXPO e tante altre.

In tutta Italia quindi gli studenti si sono fatti sentire, ognuno a suo modo, ma tutti legati da uno stesso sentimento, un “Io non ci sto” diffuso che va a contrastare le logiche di profitto, meritocrazia e discriminazione che da anni costituiscono la base fondante delle riforme e leggi che vengono emanate.
A Bologna fin dall’orario d’entrata sono stati fatti picchetti, volantinaggi informativi, blocchi che volevano comunicare a tutti anche il debito che il Miur ha cancellato con le scuole bolognesi per un totale di 1 milione e 300 mila euro. In più c’erano attaccati alle porte d’entrata finti avvisi dal “Ministero della Distruzione e del Taglio in Bilancio” che dichiaravano la loro inagibilità e la mancanza di fondi per pagare tutte le attività che devono essere svolte. Verso le 9 si sono poi ricongiunti dai vari istituti e diretti verso il Ministero dell’Economia, chiudendo l’ingresso per un paio d’ore con nastro rosso e bianco e striscioni, per porre anche il problema di come le risorse vengono investite male in italia con sprechi da una parte e tagli dall’altra.
A Palermo dopo le partecipatissime assemblee scolastiche e i blocchi stradali di un paio di giorni fa gli studenti hanno dato vita ad una grande manifestazione che ha nuovamente bloccato la città per protestare contro la scuola-azienda, la mancanza di fondi per l’edilizia scolastica, la crescente privatizzazione e la finta consultazione che Renzi avrebbe promesso di fare nell’autunno. Infatti a Palermo quando gli studenti esclusi dall’incontro con il ministro Giannini, vollero parteciparvi ugualmente, vennero brutalmente caricati dalla polizia.
A Torino gli studenti si sono riuniti in un presidio pomeridiano che ha poi raggiunto quello dei professori sotto la sede della RAI; insieme hanno ribadito il NO alla “Buona Scuola” e alle logiche meritocratiche e d’impoverimento della formazione che questa porta. Un modello scolastico che si rivede nelle Invalsi, di cui hanno rilanciato la campagna di boicottaggio che ogni anno va contro la standardizzazione dei saperi che questi test impongono.
A Brescia gli studenti che hanno dato vita a un corteo per le vie del centro, ma quando si sono diretti verso la prefettura sono stati caricati a freddo dalla polizia, che ha pure ferito alcuni ragazzi in maniera totalmente illegittima. Non si sono però lasciati spaventare da questa mossa e hanno proseguito con il corteo sempre dichiarando a gran voce la loro contrarietà all’ennesima riforma che non fa altro che escludere gli studenti dalla vita scolastica.
A Pisa la giornata è iniziata con un presidio-colazione in mezzo a una rotonda che dopo un’oretta di blocco si è mosso attraverso le vie della città, verso la Provincia, per chiedere conto alle istituzioni dei problemi della scuola e per dire ancora una volta NO alla “Buona Scuola” di Renzi. Come si aspettavano la Provincia ha preso in giro gli studenti non assumendosi alcuna responsabilità, quando questi pretendevano fondi e diritti che gli spettano!
Ad Alessandria dopo vari volantinaggi prima dell’ingresso delle scuole, gli studenti dell’istituto Volta hanno deciso di prendere in mano la situazione e, abbandonando le classi in segno di protesta, occuparlo, contro la “Buona Scuola” e tutto ciò che rappresenta.
A Napoli la sera gli studenti si sono mossi in un corteo che ha attraversato la città per protestare ancora contro i tagli del governo Renzi e la sua “Buona Scuola”.
A Roma gli studenti hanno protestato anche arrivando davanti l’ingresso del Nazareno dove Matteo Renzi ha riunito i parlamentari del Pd. ”La scuola è pubblica e non si tocca, la difenderemo con la lotta”, hanno intonato gli studenti. La polizia è subito intervenuta quando i manifestanti hanno provato ad avvicinarsi all’ingresso del Partito democratico al centro della capitale.
A Mantova sono scesi in piazza contro il cambiamento dell’orario scolastico causato da l‘imposizione della settimana corta per tutte le scuole, per un taglio della Provincia di 50 milioni di euro dal fondo per il trasporto pubblico di cui l’APAM, azienda dei trasporti regionale, ne è l’operatore. Così vengono eliminati i bus al sabato e gli studenti si ritrovano a dover fare 7-8 ore di lezione al giorno. inoltre si è avuto anche un rincaro dei costi dei biglietti. Così centinaia di studenti hanno bloccato la città per dichiarare di non poter accettare questa situazione e che continueranno a lottare finché non migliorerà!
A Ravenna sono stati fatti volantinaggi e messi striscioni davanti alle scuole che ribadivano il dissenso contro una riforma che si discute solo in Parlamento senza tenere conto dei bisogni reali degli studenti!
A Cosenza dopo una serie di volantinaggi è stato fatto un sit in in piazza portando alla città i problemi che gli studenti vivono ogni giorno dentro le scuole.

In ogni città è stata ribadita la necessità di continuare la lotta e le mobilitazioni contro questa riforma e tutte le pratiche che il questo governo come i precedenti porta avanti. Un esempio lampante sono le INVALSI, contro cui la mobilitazione sta nuovamente cominciando come ogni anno. Questi test infatti portano a una standardizzazione del sapere che toglie la possibilità agli studenti di crearsi una propria cultura e differenziazione di conoscenze data dalla scelta dei vari indirizzi che le superiori offrono, costringendo chi fa un tecnico, un professionale o un liceo, in diverse regioni d’Italia ad avere lo stesso livello di conoscenze in italiano e matematica. Stanno già iniziando le mobilitazioni con iniziative e assemblee, infatti ad Aprile ci sarà un’assemblea nazionale contro le Invalsi che vada a creare un fronte unito tra tutti gli studenti per combattere ancora con più forza questi test!