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#10OTT: IN TUTTA ITALIA ESPLODE LA RABBIA DEGLI STUDENTI, #IONONCISTO.

Questo articolo è stato scritto da il 11 ott 2014 in Editoriali, Scuola

 

Il 10 Ottobre, nella giornata di mobilitazione nazionale lanciata dal campeggio studentesco in val susa, le strade d’Italia sono state riempite da tantissimi giovani e studenti stanchi di essere sfruttati a scuola come al lavoro.

Stanchi di dover vivere in silenzio, comandati a bacchetta da un preside o un capo d’ufficio, in una scuola che insegna solo a rimanere sottomessi e a non rispondere a nessuna ingiustizia che subiamo. Una scuola che ci educa a diventare quegli ingranaggi, a cui tanto punta Renzi, intercambiabili tra un lavoro e l’altro, mobili tra una regione e l’altra e con capacità minime in diversi ambiti per essere “dinamici” nel mondo del lavoro, quindi precari a vita.

Sappiamo che il Jobs Act e il Patto Scuola di Renzi non fanno altro che completare il percorso di aziendalizzazione della scuola e precarizzazione del lavoro in atto già da tempo, proprio per questo siamo scesi in piazza a dichiarare la nostra critica radicale a queste logiche, la nostra decisione a non cedere su nessun punto: possiamo e dobbiamo ribellarci!
In tutte le città è risuonata la parola d’ordine #‎IoNonCiSto, che indica proprio il netto rifiuto al modello di scuola, di lavoro, di società che i governi vogliono imporci.
Ieri è stata espressa in tutta Italia la risposta dei giovani e degli studenti alla condizione di precarietà, disoccupazione, miseria e sfruttamento a cui sono condannati, e che le riforme di Renzi non faranno altro che peggiorare.

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Ma andiamo a vedere come si sono svolte le varie manifestazioni nelle singole città.
Ad Alessandria circa in trecento hanno manifestato attraverso la città portando le loro critiche al caro-trasporti, caro-libri e le grandi opere inutili, su cui vengono investiti fondi che per la scuola però non ci sono mai, come il Terzo Valico.
A Bari gli studenti affiancati dagli universitari sono scesi in piazza per protestare contro i continui tagli e sono entrati nell’ufficio scolastico regionale per far ascoltare le proprie istanze a chi si nasconde dietro una scrivania.
A Bologna cinquecento ragazzi e ragazze si sono mossi per la città bloccando per lo più i viali, contestando carolibri e carotrasporti, e la mancanza di materiali, personale e laboratori negli istituti. Il corteo è terminato davanti a una sede della Lamborghini, azienda che contribuisce al progetto “scuola dei mestieri” (una prima attuazione della scuola-azienda sognata da Renzi).
A Brescia gli studenti sono scesi in piazza contro la riforma Renzi-Giannini, il Jobs Act e le politiche d’austerity sanzionando numerose banche nel percorso; raggiungendo fuori dalla prefettura il presidio dei lavoratori cobas scuola.
A Catania lo striscione di apertura recitava: “Se Giannini fa rima con Gelmini…‪#‎partecipa‬ ‪#‎autorganizzati‬ ‪#‎lotta‬”. Un corteo di protesta contro la riforma e le logiche di privatizzazione e sfruttamento, che ha rilanciato con forza anche la data del 16 Ottobre.
A Cosenza quattrocento studenti ribelli hanno bloccato la via principale della città, poi sanzionato la sede della banca d’Italia e del PD, due dei responsabili della crisi che siamo costretti a pagare tutti i giorni. Hanno anche espresso la loro solidarietà con Luca e Paolo, militanti per il diritto all’abitare costretti ai domiciliari da misure cautelari.
Gli studenti di Cremona sono scesi in piazza per ribadire la loro opposizione all’aziendalizzazione della scuola, al costo sempre più elevato della vita, a un sistema scolastico elitario e alla mancanza di spazi autogestiti per i giovani.
In oltre mille erano a Firenze contro questa scuola che ci vuole far diventare produttori prima che cittadini, alla fine del corteo sono poi entrati nel liceo Macchiavelli-Capponi per occuparlo.
A Lamezia Terme quattrocento studenti hanno protestato contro “la buona scuola” di Renzi-Giannini, il Jobs Act, le banche. Sono stati ricordati anche gli studenti messicani della scuola Raùl Isidro Burgo di Ayotzinapa, rapiti e uccisi nella notte del 26 settembre.
A Lucca studenti e docenti uniti manifestano il loro dissenso alla riforma e al Jobs act.
A Mantova sotto lo striscione “Fidarsi è bene, ribellarsi è meglio” è sceso in piazza il rifiuto alla riforma di Renzi, al caro-trasporti e al Jobs act, scrivendo uno striscione apposito in solidarietà ai lavoratori, giovani e non, che vengono sfruttati continuamente.
A Milano migliaia di studenti sono entrati, scavalcando in massa le recinzioni, nel cortile dell’Uffico Scolastico della Lombardia. Hanno da lì rilanciato il corteo previsto per domani contro Expo, altra grande opera inutile sui cui gli speculatori stanno ampiamente mettendo mano.
A Modena gli studenti hanno bloccato la partenza degli autobus per circa trenta minuti, poi davanti alla Provincia hanno scaricato delle macerie e lanciato banconote finte, per simboleggiare il crollo degli edifici scolastici, infine hanno messo dei rifiuti davanti una sede dell’Unicredit Banca, colpendo simbolicamente i veri responsabili della crisi che viviamo.
A Napoli in 15.000 in piazza contro il Piano Scuola e il Jobs Act, con lancio di uova e vernice contro la sede del Ministero del Lavoro. Non sono mancate le parole di solidarietà ai tre studenti accusati di “eversione dell’ordine democratico” per aver partecipato all’organizzazione della manifestazione #‎BlockBCE. Presenti anche gli studenti NO Inceneritore che hanno portato la loro esperienza di lotta e impegno contro il disastro ambientale, le discariche e gli inceneritori.
A Palermo la protesta di migliaia e migliaia di studenti si è articolata nel lancio di uova contro le sedi di Unicredit e Banca d’Italia, per poi dirigersi in Prefettura, complice della Provincia nel lasciare allo sfacelo la situazione dell’edilizia scolastica.
A Roma dopo aver sfilato determinati in città ed aver solidarizzato con Paolo e Luca dei movimenti per la casa, un’assemblea pubblica ha sottolineato come la nuova riforma sia un buffonata e che il suo scopo sia solo quello di distruggere la scuola, è stato anche espresso il rifiuto a una scuola gerarchica, cioè con presidi che possiedono l’autorità assoluta sulle decisioni negli istituti.
A Torino in oltre duemila hanno detto di no alla scuola-azienda e alla velocizzazione (causata dalle “innovazioni” di Renzi) dell’inserimento dei giovani in un mondo del lavoro, che conosce solo precarietà e sfruttamento. La manifestazione si è poi conclusa, nel luogo in cui il 17-18 ottobre si ospiterà il vertice dei Ministri del Lavoro europei, con il rogo di sagome raffiguranti Giannini e Gelmini, Renzi e Berlusconi.

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Insomma una grande giornata di lotta questo #10ott, fuori da logiche riformiste e studentiste, in grado di toccare tanti argomenti di portato nazionale e territoriale.
Ogni città ha saputo portare alla luce i problemi ed i bisogni dei giovani e degli studenti pur mantenendo intatto il filo conduttore che ha portato la mobilitazione su scala nazionale: quel #IoNonCiSto alla distruzione del nostro presente e futuro.

Ora la mobilitazione degli studenti continua senza tregua e guarda al 16 Ottobre, giornata di sciopero sociale di tutte le categorie in lotta, di tutta la società, di tutti gli individui che decideranno di alzare la testa e opporsi allo straportere dei politici e a tutte le manovre di austerità che ci costringono a pagare questa crisi.

Non è che l’inizio, siamo pronti a dare battaglia a Renzi e a riprenderci la dignità che ci spetta!

StudAut

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COMUNICATI DALLE VARIE CITTA’:

BOLOGNA http://www.studaut.it/scuola/bologna-10ott-la-lotta-degli-studenti-continua-testa-alta-adesso-blocchiamo-tutto/

COSENZA http://www.studaut.it/scuola/cosenza-10-ottobre-di-lotta-verso-lo-sciopero-sociale/

MODENA http://www.studaut.it/scuola/modena-10ott-chi-ci-sfrutta-rispondiamo-%e2%80%aa%e2%80%8eiononcisto%e2%80%ac-verso-lo-sciopero-sociale-del-16o/

NAPOLI http://www.studaut.it/scuola/napoli-10ott-15-000-piazza-contro-jobs-act-e-piano-scuola/

PALERMO http://www.studaut.it/scuola/palermo-10ott-migliaia-di-studenti-bocciano-la-renzi-giannini/

TORINO http://www.studaut.it/scuola/torino-10ott-2000-studenti-piazza-verso-il-16-17-18-ottobre/