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TORINO #12D, SPEZZONE STUDENTESCO E SOCIALE NELLO SCIOPERO GENERALE: CARICHE E SCONTRI

Questo articolo è stato scritto da il 12 dic 2014 in Editoriali, Scuola

Oggi, 12 dicembre, in occasione dello sciopero generale, gli studenti e le studentesse sono scesi in piazza a fianco di sfrattati, rifugiati, disoccupati e precari. Lo spezzone sociale ha riunito tutte quelle persone che non si riconoscono nei partiti politici e che hanno sentito la necessità di vivere questa data discostandosi dalle sigle sindacali.
Lo spezzone è andato a contestare il governo Renzi, che si presenta come innovatore, ma che porta avanti le stesse politiche proposte da coloro che lo hanno preceduto.
Un esempio ne è il Jobs Act che prende come modello lavorativo la precarietà e come forma di contratto predilige quello a tempo determinato, eliminando ogni tipo di tutela sui lavoratori.
Gli studenti hanno manifestato contro la riforma portata avanti da Renzi, Buona Scuola, il quale si propone come democratico non tenendo conto di tutta la componente studentesca che esprime il proprio dissenso nelle piazze. Questa riforma, infatti, permette l’ingresso dei privati all’interno della scuola (ma non dovrebbe essere lo Stato a finanziarla?), trasformandola così in scuola-azienda con a capo un preside-manager e rende obbligatori gli stage negli istituti tecnici e professionali, chiarendo subito l’idea che dobbiamo avere di lavoro: sfruttamento.
Lo spezzone sociale ha inoltre contestato il Piano Casa, la Legge di Stabilità e i continui tagli ai servizi pubblici.
Partiti da piazza Vittorio il corteo si è diretto verso piazza Castello per poi attraversare le vie della nostra città attraversando via Garibaldi, dove le famiglie di occupanti e migranti si sono staccate provando ad occupare la sede dell’Assessorato alla casa ma sono stati respinti dalle forze pubbliche. Abbiamo proseguito fino in corso Regina Margherita, dove si trovano gli Assessorati alle politiche giovanili, diritto allo studio universitario e immigrazione. Qui il corteo ha espresso la propria rabbia con il lancio di uova e pomodori. Immediata la risposta delle forze dell’ordine che hanno brutalmente caricato causando diversi feriti, tra cui due ragazze ora in ospedale. La repressione dalla polizia non si è limitata a questo, infatti hanno fermato nove manifestanti, che si trovano tuttora in stato di fermo. Nonostante questo gli studenti hanno proseguito determinati verso il Miur per poi concludere il corteo in piazza Castello.
Ancora una volta abbiamo assistito alla militarizzazione della nostra città in una giornata che ha visto scendere in piazza migliaia di persone che hanno espresso la loro rabbia e il loro dissenso verso questo governo.
Esprimiamo la nostra solidarietà ai fermati e richiediamo il loro immediato rilascio.