TORINO 13N

#13N TORINO : NOI NON CI ARRENDIAMO LA BUONA SCUOLA BOICOTTIAMO!

Questo articolo è stato scritto da il 13 nov 2015 in Scuola

Oggi, 13 novembre, noi studenti medi siamo scesi in piazza insieme a universitari, insegnanti e lavoratori per dimostrare ancora una volta la nostra opposizione alle politiche del governo Renzi.
La Buona Scuola, proposta dal governo, è stata approvata quest’estate, quindi fin dall’inizio dell’anno scolastico noi studenti ci siamo trovati a fronteggiarne gli effetti.
La scuola pubblica verrà progressivamente svenduta e privatizzata, è stato introdotto un comitato che sottoporrà i docenti alla valutazione dei presidi e inoltre noi studenti dovremo partecipare a degli stage obbligatori che fin da subito ci introdurranno ad un mondo del lavoro di precarietà e sfruttamento, dominato dalle logiche di profitto.

Per questo oggi un corteo di più di un migliaio di studenti ha bloccato le strade della nostra città, ribadendo che vogliamo un futuro diverso da quello che ci viene imposto.
Fin dall’inizio della manifestazione abbiamo assistito alle provocazioni delle forze dell’ordine che ci hanno inizialmente impedito di dirigerci verso il MIUR, ente che si occupa delle tematiche inerenti alla scuola sul nostro territorio, ma, dopo alcune tensioni, abbiamo con determinazione raggiunto la sede del Ministero dell’istruzione, dove studenti e insegnanti hanno sanzionato l’edificio con un fitto lancio di uova.

Successivamente ci siamo diretti verso la sede della prefettura dove abbiamo bruciato una bandiera del PD, cioè il partito che si sta sporcando le mani con queste riforme agghiaccianti, infatti oltre alla “Buona Scuola”, le contestazioni si ampliano al “Jobs Act” e alla “Legge di Stabilità”. Noi studenti vediamo infatti nel Partito Democratico, governato da Renzi, il nemico da contestare. La bandiera bruciata, gesto ovviamente simbolico, voleva essere, infatti, un chiaro segnale di dissenso e di contrapposizione a queste politiche.

Lungo il percorso sono state fatte diverse iniziative contro banche, in particolare l’Intesa San Paolo, responsabile del debito pubblico torinese, e agenzie immobiliari simbolo delle speculazioni edilizie.

Infine abbiamo occupato il deposito mezzi della GTT. Questo obbiettivo non è stato affatto casuale, infatti ogni anno le nostre famiglie, oltre a dover pagare centinaia e centinaia di euro fra libri e contributo volontario, si vedono aggiungere imponenti spese sui trasporti pubblici, per avere in realtà in cambio solo servizi disorganizzati e scadenti.

Il corteo si è concluso con una partecipata assemblea al Campus Universitario Einaudi, dove è stata rilanciata la data del 25 novembre alle h.17 in Cavallerizza Reale, momento in cui si svolgerà un incontro fra studenti e insegnanti per portare avanti un percorso di lotta arricchito da contenuti portati da entrambe le parti.

AI NOSTRI POSTI NELLE SCUOLE E NELLE PIAZZE CI TROVERETE!