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#14N, CONTINUA IL NOSTRO #IONONCISTO A “BUONASCUOLA”, JOBS ACT E NON SOLO.

Questo articolo è stato scritto da il 18 nov 2014 in Scuola

Dopo i cortei di 3, 10, 16 Ottobre e un’assemblea nazionale studentesca, il 14 Novembre è stato il secondo atto dello sciopero sociale che ha messo in movimento in questi ultimi mesi varie componenti della società, come facchini, occupanti di case, studenti medi e universitari, precari. In tutta Italia da Torino a Catania gli studenti si sono dimostrati ancora determinati e pronti a continuare i blocchi e a rilanciare le mobilitazioni, dentro e fuori le scuole. Il 14 Novembre risulta importante anche perché alla vigilia della fine del periodo di consultazione, affiancato alla pubblicazione della riforma, dal 15 Settembre al 15 Novembre. Nel frattempo Renzi sta dimostrando qualche segno di debolezza in quel muro di “consenso” cui ha puntato fin dall’inizio del suo governo, come sono da esempio i frequenti annullamenti di incontri e dibattiti pubblici, fatti per paura delle proteste annunciate in risposta. Causati anche, probabilmente, dalle forti contestazioni che hanno “rovinato” i pochissimi episodi in cui lui e Giannini si sono presentati in qualche scuola, momenti in cui agli studenti degli istituti stessi considerati “pericolosi”, non era stato permesso di entrare nell’edificio.

In moltissimi si sono attivati per mostrare e rimarcare l’”io non ci sto” che non è uno slogan, ma il simbolo del netto rifiuto che portiamo alle sue manovre e al modello di società che tenta di imporre. Una società basata su competizione e valutazione usata come ricatto, dove le decisioni vengono prese esclusivamente dall’alto e solo chi si conforma e adatta a questo modello avrà poi un premio per “merito”. Le proteste non si sono concentrate solo sulla riforma, ma portavano anche la consapevolezza che le lotte sono comuni e diffuse, perché manovre come piano casa e jobs act vanno a colpire, anche se non ne sono magari immediatamente percepibili gli effetti, anche i giovani, sia quelli che vanno a scuola che non. Un occhio di riguardo è stato dato anche a tutte le lotte contro le grandi opere, che distruggono i territori alimentando la speculazione e creano uno spreco di innumerevoli risorse che potrebbero essere utilizzate per altri primari in altri settori, come quello sanitario o anche scolastico.

Gli obiettivi concreti di queste proteste erano chiari, i responsabili della crisi non sono da individuare solamente nel ministro di turno, ma in tutto il sistema che sostiene e alimenta la crescente precarietà e lo sfruttamento di territori e persone! Sono stati presi di mira banche, sindacati, imprese e centri per l’impiego, sedi di giornali, di aziende dei trasporti e di partiti, tangenziali e autostrade, provveditorati e province.
A Cosenza in mattinata è stata bloccata l’autostrada, a Napoli la tangenziale. A Lucca si sono verificati lanci di uova contro la sede della Confindustria, a Caserta è stata denunciata la disinformazione prodotta dal giornale Il Mattino, a Catania è stata fatta davanti alla Provincia un’assemblea per organizzarsi per un’edilizia scolastica che sia all’altezza dei seri problemi che ci sono nelle scuole. A Palermo ci sono stati lanci di uova contro le banche, in più 10 famiglie hanno occupato una palazzina, riappropriandosi di una piccola parte di ciò che politiche come l’art.5 e il piano casa ci stanno privando! A Modena gli studenti sono stati bloccati da uno schieramento di poliziotti in tenuta antisommossa nel tentativo di appendere uno striscione sulla sede della Lega Nord, per simboleggiare il rifiuto a logiche razziste e fasciste che contraddistinguono il suddetto partito, a Bologna il corteo è terminato bloccando l’autostazione e in tante altre città gli studenti sono scesi in piazza.
Non sono mancati i momenti di tensione, come a Milano e a Pisa, dove gli studenti sono stati respinti dalla polizia mentre tentavano di entrare in Provincia per portare sotto gli occhi dei dirigenti di questa le condizioni di enorme disagio vissuti nelle scuole.

Anche il giorno dopo, data della fine della consultazione\farsa sulla riforma Renzi-Giannini, non sono mancate le contestazioni: a Benevento gli studenti sono ritornati a bloccare le strade insieme alle famiglie del Movimento di Lotta per la Casa; a Bologna invece è stata gettata spazzatura sulla sede del PD, a segnalare il vero “parere” degli studenti sulle manovre di Renzi.

Queste giornate, con la forza e la rabbia che gli studenti hanno saputo dimostrare, ci spingono a non fermarci e a continuare le proteste ancora più determinati. In questi giorni già cominciano a esserci le prime scuole occupate a Torino, Palermo e Bologna, gli studenti si mettono in gioco per riqualificare quegli spazi che ogni giorno vivono ma che vengono impoveriti di significato e contenuti da continui tagli e riforme. Invitiamo quindi tutti gli studenti e le studentesse a continuare a informarsi, attivarsi e autorganizzarsi nei territori, dalle proprie scuole ai quartieri, per riuscire a dare una risposta concreta nei fatti a chi vuole farci pagare una crisi che non abbiamo causato! Si pone infatti sempre più forte il problema della gestione delle risorse: chi le gestisce? Chi deve poterne usufruire?
Secondo noi chi attraversa e vive realmente luoghi, spazi e situazioni, non chi da una scrivania pretende di conoscere e quindi poter decidere sui diversi bisogni di ognuno!