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3 OTTOBRE – STUDENTI E STUDENTESSE INIZIANO A METTERSI IN GIOCO VERSO LO SCIOPERO SOCIALE!

Questo articolo è stato scritto da il 21 set 2014 in Editoriali, Scuola

Siamo all’inizio di un altro scolastico, ma molti dei problemi che ci trovavamo a cercare di risolvere intorno alla scuola l’anno scorso non sono cambiati. I giovani non hanno un posto in questa società, né un presente dignitoso né un futuro certo. A scuola siamo sottomessi e chiusi come carcerati con i loro 10 minuti di libertà, tutto questo per un diploma che non ci da reali opportunità, se non quella di essere sfruttati in stage e tirocini non pagati. Quando lasciamo la scuola (e sono sempre più quelli che lo fanno prima di diplomarsi) ci tuffiamo nel mondo della precarietà e della disoccupazione, che sale ogni giorno verso il 50%.
Giovani e studenti non hanno quindi possibilità di mantenersi da soli, eppure devono affrontare ogni giorno molte spese solo per poter andare a scuola. Ad esempio i trasporti, sempre più costosi e meno efficienti, oppure i libri scolastici, che cambiano edizione ogni anno e senza alcuna modifica dall’anno passato costano sempre di più. Così la scuola diventa un’occasione per alcuni di fare soldi sulle spalle delle famiglie. In questo consiste il modello di scuola-azienda portato avanti dalla nuova riforma scolastica Renzi-Giannini che favorisce ai privati la manipolazione delle nostre scuole, e priva l’insegnamento di ogni capacità critica o ragionamento impoverendo programmi che sono molto ampi, ma privi di reali contenuti. Questo sistema tende a standardizzare ogni cosa (come se ci fossero anche solo due studenti che hanno lo stesso trascorso, in casa come a scuola) e a imporre un’impostazione meritocratica che alimenta solamente logiche di mercato, per nulla utili alla formazione dei ragazzi che hanno bisogno di sentirsi tutti egualmente supportati e coinvolti nella didattica.
Per questi motivi l’anno scolastico inizia già con una serie di appuntamenti che ci vedranno vivere le piazze e formare da subito una contrapposizione reale a chi ci vuole ignoranti e “pecore”, capaci solo di ascoltare e obbedire a ciò che ci viene detto, nel migliore dei casi, o ordinato. Il 3 ottobre sarà il punto d’inizio per un percorso di mobilitazione che raggiungerà il suo culmine il 16 ottobre. Sarà una giornata di azioni, cortei, volantinaggi in tutta Italia: vogliamo che tutti e tutte prendano coscienza di ciò che è diventato il mondo della formazione e che si uniscano al nostro grido con un forte: #‎IONONCISTO!

Anche il 2 ottobre a Napoli hanno deciso di non starci e di contestare la riunione del Gouverning Council della Banca Centrale Europea. Le varie realtà dell’autorganizzazione sociale hanno infatti deciso di scendere in piazza per dare una risposta netta e determinata a questi personaggi che sono i diretti responsabili della crisi finanziaria, che dettando legge sull’intera eurozona governano l’economia di tutta Europa. Inoltre la BCE rappresenta in maniera evidente l’impostazione capitalistica delle grandi potenze che tengono i fili del potere mondiale, con logiche di mercato e profitto che portano solo a una competizione malsana per il solo profitto e a un maggiore impoverimento delle fasce di popolazione più deboli.

Insomma, il periodo che ci aspetta sarà denso di iniziative che attraverseranno moltissimi territori, a riprova del fatto che ormai la sfiducia nelle istituzioni è diffusa e generalizzata e che le persone non ci stanno più a una vita destinata fin dalla nascita allo sfruttamento e all’accettazione di un governo che pensa solamente al proprio tornaconto. Non sei soddisfatto del modo in cui ti insegnano a scuola? Il costo dell’autobus e dei libri supera qualsiasi tua più fervida fantasia? Hai lasciato la scuola per lavorare perché la tua famiglia non poteva più sostenere il prezzo degli studi? Hai altri problemi che non abbiamo elencato? Partecipa e riempi dei tuoi problemi e necessità le contestazioni e insieme porteremo in piazza, sulla bocca delle persone e sui muri delle città tutte le necessità dei giovani precari di oggi.

Ma non ci fermeremo lì. Perché una protesta non si deve limitare a un’unica data, una protesta è un lungo percorso ricco sia di momenti di manifestazione del dissenso, sia di iniziative informative, di socialità, di azioni più incisive. Così da questa data continuerà il periodo di mobilitazione che ci vedrà tornare in piazza il 10 ottobre, giornata di mobilitazione nazionale, in cui andremo a sostenere ancora una volta la nostra decisione e la nostra fermezza nel dire “Io non ci sto!” alla trasformazione della scuola in azienda, ai governi che negli anni sono stati capaci solamente di peggiorare la situazione e di fare tagli su tagli su qualunque cosa.

Questo periodo culminerà poi nella giornata di sciopero sociale del 16 ottobre, che ci vedrà scendere in piazza a fianco di facchini, precari, occupanti di case, studenti universitari e tutte quelle parti della società sfruttate e maltrattate per bloccare tutto, chiarire i nostri bisogni e rivendicare il diritto a casa, reddito, dignità!