assemblea valle 2016-01

ASSEMBLEA NAZIONALE STUDAUT, 6-7 settembre @Presidio NoTav, Venaus

Questo articolo è stato scritto da il 11 lug 2016 in Metropoli e Territorio, Scuola

Le città europee, dall’avvento della crisi economico-sociale, sono attraversate da un disagio generalizzato, che viviamo tutti i giorni nei quartieri, nelle scuole e nei luoghi che frequentiamo quotidianamente. Esso si sviluppa su più livelli, generando un malcontento diffuso e un rifiuto scomposto alle politiche europee e nazionali dell’ultimo decennio.
La scuola, essendo uno spaccato della società, riflette e presenta le sue stesse contraddizioni; le ultime riforme scolastiche, in questo senso, hanno spinto l’istruzione pubblica verso la sistematica aziendalizzazione tesa al profitto, chiudendo e annullando tutti gli spazi di discussione e confronto tra studenti.
Giorno per giorno la crisi incrementa il disagio giovanile nei confronti di un sistema economico che vede nelle nuove generazioni il soggetto di riproduzione di se stesso.
Ciò è evidente dall’abbandono scolastico, dalla crisi di rappresentanza e dalla rassegnazione all’impossibilità di incidere e cambiare il proprio presente.
Questo disagio che viviamo ogni giorno, giunto al suo punto di rottura, genera rivolte spontanee e generalizzate, di cui i soggetti sono sfuggenti e spesso incomprensibili ai militanti, perché eterogenei e imprevedibili.
Per non trovarci da semplici spettatori che non sanno che strada intraprendere e come intercettare questa composizione sociale, emerge la necessità di confrontarsi su questi nodi con uno sguardo rivolto al futuro, analizzando il presente.

Programma assemblea nazionale

“La Francia e il rifiuto del presente”
Negli ultimi mesi la Francia è stata attraversata da mobilitazioni in cui giovani e studenti hanno un ruolo di protagonisti e di punta del movimento. Questi andando oltre la semplice mobilitazione contro “Loi-Travail” hanno saputo travalicare questo limite trasformando la protesta in rifiuto generalizzato del presente che ci viene imposto, identificando come nemico, non solo le istituzioni, ma anche e soprattutto il sistema capitalista.
Partendo dal contributo degli studenti del M.I.L.I. (Mouvement Inter Luttes Indépendant) ci confronteremo sul movimento studentesco-giovanile italiano e sulle sue criticità , ragionando sul come l’esperienza francese ci può essere utile.

• “Dove siamo? Dove vogliamo andare?”
C’è un mare di fronte a noi, esternamente è calmo e non dà parvenza di movimento alcuno, ma se osserviamo attentamente esso presenta internamente migliaia di piccoli mulinelli, noi, seduti sulla spiaggia, abbiamo due scelte: o scegliamo di limitarci a guardarlo e a constatare che esso è calmo oppure scegliamo di andare oltre le apparenze, tuffandoci e facendoci travolgere da questi movimenti interni, cercando di direzionarli e organizzarli, generando una tempesta in grado di travolgere ogni ostacolo e limite.
Negli ultimi mesi, in particolare dopo le elezioni amministrative, il consenso pubblico su cui si basava il governo-Renzi si è andato via-via riducendo, questo perché è caduto il velo che presentava Renzi come innovatore e rottamatore della vecchia classe politica, è emersa quindi la vera natura di un esecutivo che porta avanti politiche neoliberiste e di sistematico smantellamento del welfare sociale, come le precedenti amministrazioni. Scadenza fondamentale del prossimo autunno è la possibilità di crollo del Governo in seguito al referendum costituzionale.
In questo contesto aumenta l’impoverimento della classe media e bassa, che ora più che mai sentono il peso di una crisi economica permanente, diventata strumento di governo e di giustificazione delle politiche che annullano i diritti acquisiti e che legittimano e legalizzano lo sfruttamento capitalista. Luoghi in cui questo fenomeno raggiunge il suo apice sono le periferie, che diventano incubatrici di rabbia e disagio sociale.
Affiorano da questa complessa situazione delle domande, a cui noi dobbiamo provare a dare delle risposte, come singoli studenti-giovani e come militanti di collettivi autorganizzati: Stiamo guardando ai giusti soggetti? Come possiamo rapportarci con essi? Quali prospettive possiamo e vogliamo immaginarci per il nostro movimento?

• “Alternanza scuola-lavoro: sfruttamento legalizzato”
A un anno dalla sua attuazione la legge 107, sull’aspetto dell’alternanza scuola-lavoro, è ancora un mistero. La disorganizzazione e/o l’autonomia scolastica hanno portato i presidi ad agire in modo disomogeneo: chi ha svolto gli stage nelle proprie scuole, chi li svolgerà d’estate e chi non li ha nemmeno ancora iniziati; queste ed altre problematicità ci hanno impedito di portare avanti una campagna a livello nazionale. Il tavolo si dividerà in due momenti: il primo di analisi e il secondo di proposte pratiche sulla questione stage.

• “Proposte per l’autunno e comunicazione”
In questo tavolo, alla luce delle riflessioni precedenti, ogni realtà porterà le proprie proposte per organizzare un nuovo autunno di lotte, mettendo in primo piano il livello di discussione sulla comunicazione (slogan, social-networks ecc)