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#Cosenza, un altro NO alla “Buona Scuola”!

Questo articolo è stato scritto da il 15 gen 2015 in Scuola

Questa mattina, in 300 abbiamo attraversato le vie del centro, mettendo da parte appartenenze a sindacati e collettivi, uniti sotto un unico slogan “NO ALLA BUONA SCUOLA“.
Il corteo giunto davanti la sede della Provincia di Cosenza, attraverso alcuni rappresentanti ha chiesto ed ottenuto un incontro con il sindaco e presidente Mario Occhiuto.
Abbiamo voluto manifestare in primis un dissenso globale verso la riforma Renzi-Giannini, soffermandoci su alcuni temi molto cari agli studenti bruzi, la precarietà dell’edilizia scolastica e il costante aumento dei biglietti per il trasporto pubblico.
La protesta che ci ha portato in piazza infatti, è partita dalla denuncia da parte di centinaia di studenti, dell’incredibile situazione venutasi a creare in molte scuole della città, data dal mancato funzionamento dei riscaldamenti dovuta alla pessima gestione della ditta appaltante Gemmo, global service vicentina, e da mancati investimenti nel campo dell’edilizia scolastica.


Il nuovo anno è iniziato con un aumento dei prezzi del trasporto su gomma, gestito sempre da soliti noti, che rende proibitivi gli spostamenti, in particolar modo per i ragazzi provenienti dai paesi della provincia e rappresenta una vera mannaia sulla testa delle famiglie oltre che un secolare dramma per la nostra terra.
La giornata per noi del C.A.S, che rappresentiamo l’unica realtà studentesca autorganizzata della città, si è conclusa con un’assemblea all’Università della Calabria, dove insieme agli studenti universitari abbiamo discusso delle modalità di partecipazione all’inaugurazione dell’anno accademico, che doveva vedere la presenza del ministro dell’istruzione Giannini, che in pieno stile renziano, solo poche ore fa ha annunciato la sua assenza per “impegni istituzionali(?!)”.


Crediamo, al contrario di altri, che l’incontro con le istituzioni non sia assolutamente la soluzione ai problemi degli studenti,  continueremo a portare avanti le istanze, con le pratiche che ci hanno da sempre contraddistinto, autorganizzazione e autorappresentanza.