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FIRENZE: CONTRO LA BUONA SCUOLA GLI STUDENTI OCCUPANO LE SCUOLE

Questo articolo è stato scritto da il 25 nov 2015 in Scuola

In questi giorni a Firenze sta riemergendo con forza la lotta degli studenti contro la “Buona Scuola”. A riprendere centralità come pratica di lotta messa in campo da centinaia di studenti sono le occupazioni, che stanno scompaginando la normale “quietezza” mediatica e sociale a cui le amministrazioni cittadine locali avevano costretto il mondo della scuola. Infatti a partire dall’11 novembre gli studenti dell’istituto ISA hanno deciso di occupare la scuola sulla base di una piattaforma rivendicativa che ha come nodo centrale l’edilizia scolastica, problema che attanaglia il 90% delle scuole italiane, e la gestione degli spazi da parte della presidenza, che affitta la gipsoteca della scuola per eventi privati sottraendola al possibile e necessario uso collettivo da parte di tutti.
L’occupazione è durata ben 7 giorni, resistendo a diversi tentativi da parte della digos di entrare con goffi sotterfugi, alla calugna mediatica che ha criminalizzato come prepotente e minoritaria l’iniziativa di lotta che probabilmente per la prima volta ha messo insieme e in relazione la maggior parte degli studenti di quella scuola con anche alcuni professori e bidelli, e alle minacce repressive della preside, che in prima persona si è spesa per far effettuare lo sgombero forzato. Alla fine un punto di accordo è stato trovato quando il sindaco, responsabile nella città di Firenze dell’edilizia scolastica, ha ceduto nell’incontrare i “prepotenti, cattivi, minoritari e delinquenti” ragazzi dell’ISA occupato, prendendo posizione pubblicamente sugli interventi di manutenzione da effettuare all’interno della scuola.
Il dato positivo che gli studenti dell’ISA hanno dimostrato alla città è la forza che si può esprimere organizzandoci collettivamente, le barricate di banchi e sedie, l’aver voluto proseguire fino al raggiungimento di un obbiettivo, il non farsi intimorire dai dispositivi repressivi quali sospensioni, bocciature e denunce hanno permesso agli studenti di ottenere un risultato importante per il presente e il futuro della loro scuola, che dovrà concretizzarsi nel immediato futuro nello stanziamento dei fondi per le manutenzioni della scuola.
Altro dato importante è la viralità che questa lotta ha saputo costruire, di un discorso e di una pratica. Infatti è subito seguita all’occupazione dell’ISA quella del Liceo Alberti che ha occupato per contestare la Buona Scuola, occupazione sgomberata dopo tre giorni da un ingente spiegamento di polizia in antisommossa che pubblicamente ha visto anche la presa di parola del questore in merito, per legittimare il pugno di ferro usato contro gli studenti. Anche questa prova di forza che ha scaturito nei giorni seguenti la protesta degli studenti, appoggiata anche da alcuni professori e bidelli che non sono entrati a lavoro, dimostra quanto l’unica possibilità da parte della politica di fronte ai bisogni degli studenti sia polizia e repressione e quanto questa risposta sia sintomo di debolezza.