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LA LOTTA DEGLI LSU E DEGLI STUDENTI IN CAMPANIA

Questo articolo è stato scritto da il 19 feb 2014 in Scuola

Dal Vomero a Chiaia, da Fuorigrotta a Bagnoli, da Scampia al centro storico, nessun quartiere è stato risparmiato dalle occupazioni. Mercalli, Mazzini, Archimede, De Carlo, Galvani, Caro, Caccioppoli, Colombo, Labriola, Virgilio, Sbordone, Calamandrei, De Sica, Pareto, Della Valle, Cimarosa, Vanvitelli, Quarati, Nevio, Viviani, Cimarosa, Vittorini, X Circolo, V Circolo, Parini, Rodari, C. Levi, E. Montale, 58° Circolo, 70°Circolo, 57°Circolo, A. Moro, De Filippo, Don Milani, E. Todi, Berlinguer, IC 49, San Giovanni Bosco, IC Porchiano, IC 88°, Scialoia, Scherillo, Risorgimento, 41° Circolo e succursale, Cariteo, Leopardi, Italo Svevo, Bracco, Marotta, Troise, Piano Regolatore., O. Fava, V. Russo, Mameli Zuppetta, G. Arcoleo, D. Alighieri, 48°Circolo; tentativi falliti di occupazione anche al Margherita di Savoia e in numerosi altri istituti.

La protesta dei lavoratori socialmente utili ha portato all’occupazione di decine d’istituti di ogni grado in tutta la Campania. Gli LSU, infatti, hanno ricevuto lettere di licenziamento da parte della ditta appaltatrice che gestisce servizi ausiliari in numerosi istituti campani. Non ancora firmato in tutta la Campania il nuovo contratto di lavoro con la ditta subentrante, vincitrice del bando. Nei nuovi rapporti di lavoro è previsto il dimezzamento dell’orario di lavoro e la riduzione del salario da 900 euro mensili a circa 400 euro.

Il direttore scolastico regionale Diego Bouché non riesce a parlare che di “interruzione del diritto allo studio”, non ci stupisce; i lavoratori, invece, incontrano il vicepresidente della camera; interviene la mediazione di vari sindaci dell’area flegrea fra ministero e lavoratori; il Senato decide una proroga di un mese per il contratto, stanziando 20 milioni di euro per 24mila persone sul territorio nazionale, delle quali 5700 lavorano in Campania.

Gli LSU vennero introdotti negli anni Novanta per garantire il posto di lavoro a cassintegrati e disoccupati sui comuni di residenza, utilizzandone le professionalità e capacità lavorative. La legislazione stessa, tuttavia, sottolinea il carattere assistenziale e precario di tali impieghi.

Gli LSU, dopo un periodo alla diretta dipendenza del ministero, sono oggi prevalentemente legati a ditte autonome. Oggi l’indizione di nuovi bandi, per poter ridurre ulteriormente le spese, rappresenta perfettamente le politiche neoliberali di smantellamento del pubblico e della scuola di questi anni. Spontaneo, poi, è il collegamento fra le ditte degli LSU e le tante cooperative nate per rappresentare gli interessi dei lavoratori, che su tutto il territorio nazionale sono divenute emanazioni quasi dirette di lobbies partitiche.

Andrebbe considerata la possibilità di garantire la continuità di reddito a tali lavoratori tramite un reddito di base incondizionato, i cui fondi sarebbero certamente reperibili dalle grandi opere, dalle spese militari, dalla tassazione dei grandi capitali. Ottenendo, quindi, l’obiettivo dei lavoratori di difendere la loro dignità più che il posto di lavoro in sé. Perché già enormi sono stati i tagli alla scuola pubblica dall’era Gelmini, e niente fa sperare in una decisa inversione di tendenza nel nuovo governo Renzi.

Nel Centro Storico di Napoli non si sono verificate grosse mobilitazioni, essendo il personale ausiliare dipendente solitamente direttamente dal ministero. A Giugliano, invece, gli alunni del Galvani e del De Carlo hanno espresso la propria solidarietà agli LSU occupanti. Ci interessiamo ai vari casi di solidarizzazione fra LSU ed alunni verificatisi, ad esempio, anche in alcune scuole del Coordinamento Flegreo come il Labriola e il Virgilio. Offriamo ai lavoratori la nostra completa disponibilità ad una mobilitazione comune, in questi giorni e nuovamente fra un mese, quando il contratto degli LSU sarà nuovamente minacciato.