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NAPOLI #10ott: 15.000 IN PIAZZA CONTRO JOBS ACT E PIANO SCUOLA

Questo articolo è stato scritto da il 11 ott 2014 in Scuola

Migliaia di studenti degli istituti superiori e delle università provenienti da tutta la città e dalla provincia, affianco ai docenti e ai precari della scuola, si sono dati appuntamento in piazza a Napoli per dare vita alle manifestazioni in occasione dello sciopero della formazione, come in altre 80 città italiane.

Due lunghi cortei sono partiti da Piazza Garibaldi e da Piazza del Gesù, per confluire in un unico serpentone all’altezza di Piazza Bovio, proseguendo verso via Depretis, Piazza Municipio e via Marina, e bloccando così per ore il traffico sulle principali arterie della viabilità cittadina.

Slogan e striscioni contro la “buonascuola” e il Jobs Act del governo Renzi hanno aperto la manifestazione.

 

“Siamo contro questo piano scuola che continua a distruggere la qualità dell’istruzione in questo paese,senza tenere conto delle reali esigenze di studenti e docenti. La consultazione lanciata dal governo nelle scuole è una pagliacciata: oggi in piazza, solo a Napoli, siamo di più di quelli che hanno risposto ai questionari!”.

Gli studenti se la prendono anche con la retorica del merito e della valutazione: “La meritocrazia, in un paese con spaventose disuguaglianze sociali, e dove migliaia di giovani sono tagliati fuori dall’accesso all’istruzione, è una parola senza senso: viene definito meritevole chi più si adegua a un sistema di obbedienza che appiattisce le intelligenze e che sacrifica alle logiche del mercato una formazione critica e di qualità”.

Forte la consapevolezza del legame tra le riforme del mercato del lavoro e i provvedimenti sull’istruzione:“Ci vogliono ignoranti e ubbidienti, così ci preparano alla precarietà e allo sfruttamento, attraverso una disciplina fatta di bocciature, crediti e debiti, punteggi, quiz, test attitudinali,meccanismi di selezione che non hanno niente a che fare con un’idea di scuola come base di emancipazione, laica solidale e aperta a tutti!”. Lanci di uova e palloncini di vernice hanno colpito le sedi distaccate del ministero del lavoro in risposta all’approvazione in Senato della legge delega per il Jobs Act.

Diverse le sigle in piazza, da quelle dei sindacati studenteschi, ai vari coordinamenti dei collettivi studenteschi delle scuole e delle università, che oggi scelgono di sfilare tutti insieme e di impegnarsi nella costruzione di una mobilitazione generale per “bloccare il paese”.

Durante il corteo sono ricomparse anche le maschere di Pulcinella che avevano aperto le manifestazioni contro il vertice della BCE lo scorso 2 ottobre, a sottolineare una continuità delle due proteste. Non sono mancati per altro striscioni,slogan, scritte sui muri e azioni in solidarietà ai tre studenti accusati di “eversione dell’ordine democratico”per aver partecipato all’organizzazione della manifestazione #BlockBCE: “tentano di dividerci, criminalizzarci e farci paura: ma non attacca! Sappiamo benissimo chi sono i veri criminali, quelli in giacca e cravatta che hanno condotto al massacro sociale milioni di persone in questo paese e in tanti paesi del sud Europa attraverso le politiche di austerity”.

Anche gli “Studenti NO Inceneritore”delle scuole di Giugliano sono in piazza per ribadire l’impegno contro il disastro ambientale, le discariche e gli inceneritori, che proprio il governo Renzi, attraverso il decreto Sblocca Italia, vuole rilanciare, incontrando la resistenza delle comunità territoriali e dei comitati.

I precari della scuola in piazza hanno denunciato a più riprese, e in ultimo sotto la sede dell’Ufficio Scolastico Regionale, la mancata copertura finanziaria delle assunzioni annunciate da Renzi, e l’esclusione di oltre 150.000 precari, bloccati da anni nelle graduatorie dopo aver partecipato ai tirocini formativi, ai concorsi e alle scuole di specializzazione.“La scuola non può essere gestita come un’azienda, con i presidi-manager alla mercè di sponsor e investitori privati, mentre i docenti sono schiacciati dalla competizione per gli scatti salariali, dai tagli al personale, e da condizioni lavorative indegne che ricadono sulla qualità della didattica”.

In piazza anche i COBAS che hanno rilanciato il proprio impegno affianco degli studenti e del personale scolastico per contrastare i progetti di riforma del governo, e ad allargare le mobilitazioni in vista dello sciopero sociale del #14novembre.

 

Gli studenti si dicono pronti a ritornare in piazza il 16 ottobre, in occasione dello sciopero nazionale della logistica, in solidarietà con i lavoratori, il 7 novembre in occasione della mobilitazione nazionale contro il Decreto Sblocca Italia, e il 14 novembre per bloccare il paese con le mobilitazioni dello #scioperosociale.

Nel frattempo studenti, precari scuola e docenti si riconvocano per un’assemblea metropolitana del mondo della formazione per il 14 ottobre alle ore 17 presso l’Aula Lorusso a Via Mezzocannone 16, “da questo spazio di discussione siamo pronti a rilanciare la mobilitazione, con assemblee negli istituti e nelle facoltà, iniziative, azioni di protesta, occupazioni e momenti di approfondimento pubblico, verso lo sciopero sociale del 14 novembre”