grafica-settimana

Report assemblea nazionale STUDAUT, 30-31 Ottobre @Roma

Questo articolo è stato scritto da il 02 nov 2016 in Editoriali, Scuola, Slider

Il 30 e il 31 Ottobre ci siamo incontrati a Roma, nell’assemblea nazionale di StudAut, per discutere, autorganizzarci e creare un NO sociale al Governo Renzi da parte degli studenti medi.
In un primo momento ogni città ha analizzato le mobilitazioni attraversate il 7 e il 21 Ottobre. Subito è stato evidente come le due piazze fossero state espressione di una rabbia che cova da anni nell’essere dello studente, ciò è prodotto da un disagio vissuto sulla propria pelle e su quella della propria famiglia a causa delle politiche neoliberiste del governo. La componente variegata delle piazze, che andava dagli studenti dei licei agli studenti degli istituti tecnici, comprendendo anche gli studenti universitari, ha dimostrato un grande protagonismo e ha manifestato una forte spontaneità nelle lotte, dovuta alle condizioni di vita precarie in cui si trova. Tale protagonismo e spontaneità sono frutto dell’innovazione delle pratiche messe in campo, come ad esempio i blocchi delle scuole e della didattica, arrivando addirittura a un vero e proprio blocco metropolitano esteso in tutta la città. Il rifiuto espresso nelle piazze porta un messaggio forte di rifiuto al Governo Renzi, tale rifiuto fa emergere il grande NO che porteremo, ed ingrandiremo,fino alla cadenza referendaria del 4 Dicembre.

Nel secondo tavolo è stato necessario analizzare il cambiamento della scuola, dei sui studenti, della soggettività che la attraversa e, di conseguenza, degli strumenti che utilizziamo. La scuola sta cambiando sotto molti punti di vista, per quanto riguarda la didattica puntata ormai esclusivamente al lavoro e al profitto, facendo uscire lo studente privo di una coscienza contradditoria, per quanto riguarda gli strumenti di controllo negli istituti non manca l’inserimento di telecamere negli spazi interni alla scuola ed è notevolmente aumentata la repressione da parte dei presidi sceriffo. Questi sono solo piccoli obbiettivi del processo in corso, un processo progressivo di tecnologizzazione e disciplinamento, teso a rendere i nostri istituti sempre più un’azienda piuttosto che un luogo formativo. Lo studente della scuola 2.0 è dedito solo all’essere sfruttato e al creare profitto, non ha un pensiero critico proprio attivo e non sempre ha possibilità e la capacità di alzare la testa, riempita solo di un sapere dogmatico. Così l’unica forma di dissenso diventano i social network, piattaforma di comunicazione sempre più usata per dar voce alla propria rabbia. Nostro compito deve essere raccogliere questa rabbia e indirizzarla sulla strada giusta, entrare nelle contraddizioni e nelle debolezze di questo sistema, che viene applicato nelle scuole come nelle nostre città. Da entrambe le parti vediamo una militarizzazione eccessiva e una tendenza a pacificare tutto ciò che si muove in controtendenza. Nostro obbiettivo è diventare punto di riferimento e accendere la scintilla del fuoco interiore che ognuno porta dentro di sé, scardinare la distinzione tra studente e militante, intervenendo nei bisogni reali di ogni alunno ed essendo protagonisti anche nei momenti di socialità. In quest’ottica abbiamo analizzato la possibilità di affrontare le diverse vertenze da un punto di vista economico, con cui ogni studente si sente maggiormente coinvolto, riuscendo a fare leva su immaginari collettivi già esistenti, come ad esempio quello per cui “i politici rubano”.

 

Per fare tutto ciò è necessario stravolgere la ritualità delle mobilitazioni studentesche, prendere il nostro bagaglio politico e riadattarlo ad una soggettività diversa da quella che abbiamo sempre conosciuto. La scommessa è riuscire ad utilizzare le nostre pratiche solite in nuovi modi e contesti.
Le occupazioni, le autogestioni e le assemblee sono mezzi che abbiamo sempre utilizzato e che continueremo ad utilizzare, adattandoli da ora ad una nuova composizione, in modo da rendere tali iniziative più concrete e partecipate. La necessità di essere nella quotidianità di ogni studente ci ha portato a produrre un appuntamento settimanale di mobilitazione, da qui al 27 Novembre, data nazionale in cui tutte le città d’Italia scenderanno insieme in un’unica piazza per contestare il Governo Renzi. Ogni Venerdì ci vedrà protagonisti in nuovi momenti di lotta e spazi di socialità, in modo da dimostrare, ancora una volta, che neanche gli studenti medi ci stanno a questo Governo che non fa altro che sottometterli e sfruttarli.
Dobbiamo avere la capacità di essere costantemente presenti, ogni venerdì, come ogni giorno e ogni momento della giornata, nella vita degli studenti e della nostra città, solo così riusciamo a creare e dirigere il nostro grande NO a questo Governo. Per questo è risultato fondamentale costruire momenti di aggregazione che passino dalle assemblee agli aperitivi e dalle Street Parade ai cortei studenteschi, momenti che possono essere di acculturamento politico o semplice iniziative all’insegna dell’autogestione dal basso. Dai momenti di aggregazione dobbiamo riuscire a prendere quella rabbia non indirizzata e quel malcontento diffuso per portarlo nelle piazze e nelle strade ed organizzare nuovi momenti di mobilitazione nelle diverse città.

In un terzo momento abbiamo analizzato le nostre prospettive verso l’autunno, aprendo un dibattito anche con altre realtà sociali che si stanno muovendo in vista del referendum del 4 Dicembre.
In questi mesi è necessario, infatti, intrecciare e far convergere le lotte sui territori, costruire insieme il nostro NO al referendum e al Governo Renzi, formare una base sociale che attraversi le scuole, l’università, il mondo del lavoro e della lotta per la casa e che riesca ad arrivare anche ai punti più periferici di ogni città. Nostro compito è creare una rete tra le lotte che si coordini per dare un messaggio, forte e condiviso, che ci porti fino al momento referendario. Stiamo mettendo assieme un blocco sociale che è un’espressione del rifiuto e del malcontento generato dal Governo in tutti gli strati della popolazione.

Il 5 Novembre saremo a Firenze a contestare Renzi, il 12 saremo a Roma per riconquistare i diritti di tutte e tutti, fino ad arrivare al corteo nazionale del 27 Novembre, sempre a Roma, dove la composizione sociale sopracitata si riprenderà tutto ciò che le spetta!
Il nostro obbiettivo non è arrivare al 4 Dicembre, il nostro obbiettivo è attraversarlo, avere una progettualità a lungo termine che ci porti oltre il referendum e ci dia la possibilità di organizzarci a posteriori. Il nostro obbiettivo è creare quel no sociale che fuoriesce dalla voce di chi davvero soffre la crisi e la sofferenza di questo Governo e dei suoi politici corrotti. Vada come vada il referendum è nostro compito far cadere il Governo, destabilizzare tutto quel che ci circonda, far sentire la nostra rabbia.
La Generazione Ingovernabile torna nelle strade!

 

#GenerazioneIngovernabile #CacciamoRenzi #StudAut