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TORINO, TEMPERATURE SOTTO ZERO E TOPI NELLE AULE, GLI STUDENTI DEL COLOMBATTO IN STRADA!

Questo articolo è stato scritto da il 13 gen 2016 in Metropoli e Territorio, Scuola

Temperature tra gli 11 ed i -3 gradi; escrementi di ratti sui pavimenti.
No, non ci troviamo nel 1300, e questa non è una cella per i prigionieri dell’Inquisizione spagnola. Questa è la situazione in cui il Colombatto, Istituto professionale alberghiero di Torino, si trova da oltre un anno.
Per questo motivo, oggi, gli studenti della succursale hanno deciso di non entrare a scuola e di scendere in strada per far sentire la loro voce. La derattizzazione era già stata effettuata l’anno scorso e non aveva sortito alcun effetto. Dopo le vacanze natalizie, gli studenti sono tornati a scuola con le coperte, per proteggersi dal rigore dalle temperature invernali.
La condizione degradata in cui versano gli edifici scolastici non è una novità, a Torino come in tutta Italia. Nonostante le numerose promesse del governo Renzi, infatti, la situazione nella scuola pubblica non è migliorata, anzi, a causa del progressivo taglio di fondi, i dirigenti scolastici sono stati costretti a trascurare la manutenzione dei locali in cui si svolgono le lezioni.
Se, da un lato, sono previste numerose nuove assunzioni di docenti e l’inserimento di nuove commissioni valutative, dall’altro le politiche governative trascurano l’edilizia scolastica, preferendo dotare ogni classe di una lavagna multimediale piuttosto che pagare le bollette del riscaldamento o rendere agibili le classi ed i laboratori.
Come possono parlare di diritto allo studio e, nello stesso tempo, chiederci di studiare in scuole che cadono a pezzi? La vuota retorica ed i proclami da campagna elettorale di Matteo Renzi dimostrano una volta di più il reale progetto di questo governo, il quale mira a rendere l’istruzione un privilegio riservato ai pochi che possono permetterselo, mentre il diritto allo studio viene sostituito dalla preparazione ad un mondo del lavoro basato sullo sfruttamento indiscriminato.

Come studenti non possiamo tollerare tali propositi ed è per questo che ci troverete nelle piazze a farci sentire ancora più forti e determinati di prima!

Kollettivo Studenti Autorganizzati Torino

 

Riportiamo il comunicato degli studenti del Colomabtto:

Oggi noi studenti dell’I.P.S.S.E.O.A. “Colombatto” ci siamo rifiutati di entrare nelle aule della succursale perché la situazione che persiste in alcune classi (freddo e presenza di ratti) non permette più il normale e necessario svolgimento delle lezioni.

Alle 8 ci siamo radunati e trovati in assemblea davanti all’ingresso della sede secondaria discutendo della situazione che ora mai persiste da più di un mese, è subito sopraggiunto un docente a rassicurarci riguardo la questione. Noi studenti abbiamo continuato a presidiare l’ingresso in attesa dell’arrivo della preside con la quale abbiamo subito concordato un incontro, la discussione ha evidenziato la volontà della dirigenza di trovare una soluzione rapida effettuando nuovi interventi e ricontattando nuovamente chi di dovere.

La cattiva gestione e manutenzione degli edifici scolastici, da parte della città metropolitana (proprietaria dello stabile) ha portato alla situazione che siamo costretti a vivere in questi giorni; inoltre assistiamo da anni a politiche scellerate che non fanno altro che tagliare fondi e finanziamenti alla scuola pubblica ultimo esempio la “buona scuola”, le scuole in Italia cadono a pezzi, metà di queste sono state costruite prima della normativa antisismica e che, di anno in anno, sono sempre più esposte a crolli, allagamenti e incidenti di vario genere. È per questo che consideriamo non sufficiente la risoluzione dei governi che si sono avvicendati in questi anni.
Un esempio per tutti nonché uno dei “cavalli di battaglia” del governo Renzi è il piano sull’edilizia scolastica il quale doveva prevedere ingenti investimenti per rimettere a norma le scuole sia dal punto di vista strutturale sia sul piano dell’innovazione. Gli studenti italiani ad un anno di distanza da annunci vari possono osservare il fallimento della manovra e a cadere è l’impalcatura mediatica del Governo. La scuola pubblica non ha bisogno di interventi di facciata ma di misure reali e consistenti.

Collettivo Colombatto