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Un 12 maggio di mobilitazione e boicottaggio in tutta Italia! #NoInvalsi

Questo articolo è stato scritto da il 15 mag 2016 in Editoriali, Scuola

La mattina del 12 maggio, sin dalla prima ora, gli studenti e le studentesse di tutta Italia si sono mobilitati in varie forme per boicottare i test INVALSI e contestare il modello che rappresentano.
Nelle scuole è stata forte e chiara la risposta degli studenti a chi cerca di schedarci, limitare le nostre capacità e dogmatizzare i nostri saperi: in ogni città si sono organizzati volantinaggi, assemblee, presidi e cortei!
La contestazione sempre più ampia a questi test dimostra la rabbia di tutti gli studenti che quotidianamente combattono un modello di scuola di cui l’unico fine è renderci utenti senza coscienza critica da inserire nel mondo lavorativo, abituandoci allo sfruttamento e al ricatto della precarietà.
Non solo gli studenti e le studentesse hanno manifestato il loro dissenso ma anche genitori e docenti, sin dalle scuole elementari, in quanto le prove INVALSI banalizzano i saperi indirizzandoli solamente alle esigenze di mercato e valutano tramite criteri non chiari che non mettono in conto gli ambiti socio-economici, le capacità e i mezzi che un alunno può avere, creando una meritocrazia fittizia e una competizione nociva per l’ambiente di formazione. Rappresentano uno strumento politico volto a creare una spr13177459_1064073216992023_7961916907821457187_noporzione dei fondi destinati alle scuole così la limitare le spese a discapito degli studenti e professori che devono poter costruire insieme, tutti con le stesse possibilità di partenza, la vera scuola buona, con rispetto reciproco, orizzontalità e crescita della capacità critica verso il mondo. Sottolineiamo la presenza di professori che hanno appoggiato e partecipato attivamente alle proteste di diverse città, anche loro contrari alla forzatura della didattica sotto un’ottica aziendale causata dalle prove Invalsi. Non è mancata la tentata repressione da parte di diversi dirigenti scolastici: c’è chi ha minacciato di provvedimento disciplinare gli studenti che si sarebbero assentati, chi invece ha fatto in modo di sospendere dal servizio delle insegnanti che si sono rifiutate di preparare gli alunn* ai test. Queste forme di oppressione non hanno fatto altro che accrescere il rifiuto collettivo ad un modello di scuola che è sempre più privato delle libertà fondamentali, tra cui la libertà al dissenso.

Non poche città hanno sfruttato la data della somministrazione dei test per contestare non soltanto le Invalsi ma anche Buona Scuola e governo Renzi.

Ad Alessandria, Cagliari, Caserta e Roma ci sono stati boicottaggi organizzati: a Caserta, di fronte al liceo Diaz, il preside che intimava agli studenti di entrare a scuola è stato contestato non solo dai ragazzi ma anche dai professori. A Liceo Virgilio di Roma, la dirigente scolastica, già ben conosciuta per numerosi atti di repressione nei confronti degli studenti, ha cercato di prendere provvedimenti contro chi ha avuto intenzione di rifiutare le prove, e nonostante ciò il boicottaggio è stato collettivo!
A Bari si è svolta una Street Parade. In contemporanea al corteo è stato convocato un consiglio di classe straordinario per punire la partecipazione ad alcuni ragazzi di un liceo artistico. Di conseguenza una parte del corteo si è separata per andare a formare un presidio sotto l’istituto.
Usr bloccatoA Bologna sono stati organizzati due giorni (11-12 maggio) di informazione sui test e boicottaggio, la mattina del 12 Maggio è stato bloccato l’Ufficio Scolastico Regionale con catene e pannelli di legno, non solo per ribadire il rifiuto alle prove Invalsi ma anche per contestare un’istituzione incapace di gestire e distribuire i fondi destinati alle scuole.

A Brescia c’è stata una giornata alternativa ai test con iniziative di socialità, musica e laboratori al CSA Magazzino47.
A Catania c’è stato un presidio di student* e professor* in prefettura.
A Napoli, centinaia di studenti, nonostante la pioggia in piazza e la repressione nelle scuole, hanno sfilato per le vie della città occupando inizialmente la stazione della metropolitana di Dante, rivendicando cosi il nostro diritto alla mobilità e alla possibilità di andare a scuola gratuitamente. La giornata si è conclusa con un’assemblea pubblica che ha riportato le esperienze delle singole scuole sulla giornata di mobilitazione odierna, in particolare rispetto al boicottaggio avvenuto all’interno degli istituti che ha avuto esiti decisamente positivi.
Ad Olbia si è tenuta la prima manifestazione dell’anno che, nella13220985_995889430492120_7500592917493306687_n protesta, ha visto al centro non solo le Invalsi ma anche il governo Renzi e la sua ‘Buona’ Scuola. Il corteo si è concluso con un’assemblea pubblica, molto partecipata, dalla quale sono stati riaperti canali di dialogo e percorsi di lotta rilanciati dal Collettivo Autonomo Studentesco, appena riaffermatosi in città.

A Palermo è stato organizzato un corteo che ha gridato il nostro dissenso non solo verso questi test ma anche verso tutto il governo Renzi.

A Pisa si è tenuto un corteo e num13221579_858181197624021_519385071303104076_nerose scuole sono state deserte, tant’è che un dirigente ha convocato un’assemblea straordinaria con i genitori degli alunni di seconda. La manifestazione si è conclusa con un’assemblea pubblica.

A Torino la protesta si è espressa in diversi modi: striscioni calati dalle finestre, adesivi attaccati sui codici delle prove rigorosamente consegnate in bianco, riunioni all’interno delle classi per collettivi e assemblee, assenze di massa di studenti e professori.

 

In conclusione, anche quest’anno i boicottaggi sono stati di massa, i cortei hanno visto una buona partecipazione nonostante ci troviamo verso la fine dell’anno scolastico, genitori e professori hanno sostenuto la protesta: i test sono dannosi e siamo stufi di vederceli riproposti in maniera impositiva ogni anno! Le Invalsi del 2016 sono stata una tappa importante, ma non la fondamentale: continueremo a muoverci ed autorganizzarci contro un governo che cerca di schedarci e toglierci i diritti ogni giorno, verso una scuola che accolga le esigenze di noi studenti, veramente pubblica e accessibile a tutt*, nella quale le nostre coscienze vengano valorizzate e non standardizzate. Non abbiamo bisogno di imparare a competere ma a collaborare, vogliamo scuole sicure, meticce e con le giuste risorse, non smetteremo di gridarlo ai governi che non ci vogliono ascoltare!