MINALNO 13

UN 13 NOVEMBRE AD ALTA TENSIONE NELLE PIAZZE STUDENTESCHE DI TUTTA ITALIA CONTRO IL GOVERNO RENZI!

Questo articolo è stato scritto da il 15 nov 2015 in Metropoli e Territorio, Scuola

Il 13 novembre gli studenti medi di molte città si sono mobilitati insieme ad universitari e sindacati di base, nell’ambito delle due settimane, dal 9 al 21 novembre, di mobilitazione nazionale.
Siamo scesi ancora una volta in piazza per ribadire che vogliamo un futuro diverso da quello che il governo Renzi cerca di imporci con le diverse riforme che sta mettendo in atto. A partire dalla Buona Scuola, riforma scolastica che privilegia la digitalizzazione alla ristrutturazione degli istituti, spesso pericolanti e che porta avanti una preoccupante privatizzazione della così detta scuola “pubblica”, con finanziamenti pubblici inesistenti. Aumenta a dismisura il potere dei dirigenti scolastici con l’introduzione dei comitati di valutazione ai quali verranno sottoposti gli insegnanti e la cooperazione all’interno della scuola sarà sempre di più un miraggio. Il governo Renzi preferisce, infatti, delle politiche di sfruttamento con stage obbligatori, che evidentemente ci vogliono abituare fin dalle superiori ad un mondo del lavoro che segue esclusivamente le logiche del profitto.
Non ci siamo limitati a portare in piazza la nostra esperienza di studenti, si sono infatti toccati temi come quello del Jobs Act, un’aberrante riforma del lavoro, lo Sblocca Italia, il Piano Casa e la Legge di Stabilità, riforme in profonda contraddizione con i problemi reali che viviamo ogni giorno sulla nostra pelle, come il caro-vita, visti i considerevoli costi che ogni anno le famiglie devono sostenere tra libri scolastici, contributo volontario e abbonamenti del pullman. Tutto ciò porta l’istruzione pubblica a diventare un privilegio per pochi e non più un diritto accessibile a tutti.

Ad Alessandria gli studenti si sono trovati in presidio sotto la sede della provincia per protestare contro l’edilizia nelle scuole, sempre più fatiscente, e contro la situazione drammatica che vede coinvolta la scuola pubblica.
Successivamente si è tenuta un’ assemblea al centro sociale Crocevia, luogo di socialità e confronto per gli studenti, dalla quale è stata rilanciata la mobilitazione del 20 novembre. Contemporaneamente, dal 16 al 21 dello stesso mese, saranno effettuate iniziative di rilancio e informazione.

A Bologna insegnanti e studenti hanno manifestato davanti alla prefettura rilanciando il corteo studentesco del 17 novembre.
La giornata bolognese è stata una giornata di informazione e sensibilizzazione. I manifestanti, infatti, hanno proseguito l’azione con volantinaggi e interventi al megafono spiegando la loro opposizione alle politiche del governo Renzi.

A Cosenza gli studenti hanno contestato le riforme e la precaria situazione scolastica sotto la sede del PD, responsabile del progressivo smantellamento della scuola pubblica e delle politiche che giorno dopo giorno distruggono il nostro futuro.

A Milano studenti, insegnanti e precari (4’000 persone complessive) si sono diretti verso il Pirellone dietro allo striscione che recitava “contro gerarchie e scuola azienda, resistiamo alla Buona Scuola”. Arrivati all’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia, il corteo si è trovato di fronte un ingente schieramento di polizia in tenuta anti-sommossa che ha caricato con violenza i manifestanti strappandogli lo striscione. Si sono riscontrati sei feriti di cui uno, un insegnante, è stato portato via in ambulanza. Infine si è svolta un’assemblea per coordinare le prossime mobilitazioni.

A Napoli più di 10’000 persone tra studenti e insegnanti hanno manifestato in corteo lungo le vie della città nel tentativo di raggiungere Confindustria. Le forze dell’ordine hanno risposto con una violenta carica che ha portato all’arresto di due studenti e tre feriti. La repressione da parte della polizia però non ha fermato la determinazione dei manifestanti, che hanno proseguito il corteo fin davanti alla questura bloccando il traffico e chiedendo a gran voce la liberazione dei fermati.

A Roma il corteo studentesco, composto da più di 3’000 studenti, ha raggiunto quello degli insegnanti. Un corteo compatto si è allora diretto verso la sede del Parlamento, al cui interno si trovano i responsabili delle politiche che contestiamo. Durante il percorso è stato contestato il servizio di trasporto pubblico ed è stata sanzionata la Feltrinelli, nota casa editrice che contribuisce al caro-libri, con un fitto lancio di vernice. La conclusione della giornata di lotta romana è stata al Pantheon, dove si è tenuta un’ assemblea partecipata e costruttiva nonostante le provocazioni e i momenti di tensione causati dall’intervento immotivato delle forze dell’ordine.

A Torino diverse scuole sono partite in corteo dalle loro sedi per raggiungere il concentramento in piazza Arbarello, da cui più di 1’000 studenti e insegnanti si sono diretti verso la sede del MIUR riscontrando subito l’opposizione delle forze dell’ordine ma, dopo alcuni momenti di tensione, il corteo ha raggiunto e sanzionato con uova colorate l’obbiettivo. Quindi la manifestazione è proseguita con varie azioni contro banche, agenzie immobiliari e alla prefettura, dove è stata bruciata simbolicamente la bandiera del PD. Successivamente verso la Mole Antonelliana e la sede della Rai, strumento di propaganda del governo, ci si è trovati a fronteggiare un ingente dispiegamento di polizia. Gli studenti hanno poi occupato il deposito del Gruppo Torinese Trasporti contestando il caro-trasporti. L’assemblea conclusiva si è tenuta al Campus Universitario Einaudi per confrontarsi insieme agli insegnanti rispetto alle prossime mobilitazioni.

 

Le mobilitazioni studentesche però non si fermano qua, il 17 novembre le strade di molte città saranno bloccate dai cortei in occasione della giornata del diritto allo studio, che sempre più ci viene negato dal governo, con continui tagli e privatizzazioni, facendo diventare la scuola pubblica elitaria e competitiva e non più accessibile a tutti. Anche il 20 novembre gli studenti scenderanno in piazza, data preceduta da una riappropriazione delle scuole che si concretizzerà in occupazioni e autogestioni.