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Un 7 Ottobre del NO a Renzi, siamo una generazione ingovernabile!

Questo articolo è stato scritto da il 09 ott 2016 in Editoriali, Scuola, Slider

Oggi 7 ottobre, la Generazione Ingovernabile si è mobilitata in tutta Italia, portando in piazza quei temi di disagio giovanile che quotidianamente affrontiamo, quelle contraddizioni che sempre più vediamo con chiarezza nella realtà che ci circonda. In tutte le città d’Italia, infatti, la nostra rabbia ha colpito le sedi del potere.

torino-7-ottLa profonda insoddisfazione che viviamo è stata determinata da anni di politiche sconsiderate portate avanti dal PD: con la Buona Scuola e l’alternanza scuola-lavoro, siamo immersi in una realtà di sfruttamento e di mancanza di spazi di confronto, che poi si concretizza nel precariato e nella disoccupazione; col Jobs Act, ci viene proposto un modello lavoratore sfruttato e succube di una casta dirigente autoritaria. Inoltre, a due mesi di distanza dal Referendum, la svanita certezza della vittoria, ha fatto sì che Renzi ritirasse le sue precedenti dichiarazioni a proposito di dimissioni e che iniziasse ad elemosinare i voti nelle scuole e nelle università. D’altra parte, visto l’esito della sentenza del caso Cucchi, in cui un attacco di epilessia è stato addotto come causa del decesso, la polizia è stata duramente contestata in molte città e a Novara ha addirittura sequestrato e distrutto cartelli critici sul tema.

I luoghi simbolo di questa giornata sono stati quindi il Miur, le sedi di Confindustria, la prefettura e i circoli del PD, contestati duramente con lanci di uova e vernice; in molte città c’è stato anche il tentativo di occupazione di alcuni licei. Nonostante molti dei nostri istituti abbiano seri problemi edilizi a causa del taglio dei fondi all’istruzione pubblica, si è palesata forte la volontà degli studenti di riappropriarsi degli spazi che ci appartengono. Evidente inoltre il nervosismo delle forze dell’ordine che, attraverso cariche, spintoni e minacce, hanno tentato invano di spaventare gli roma-7-ottobrestudenti. La risposta invece è stata ovunque compatta e determinata, permettendo di raggiungere gli obiettivi individuati e di dimostrare ancora una volta che la nostra generazione non ha paura di scudi e manganelli. Il dato più significativo di questa prima mobilitazione autunnale è stato la determinazione dei giovani e la voglia di assumere un ruolo di protagonismo sulla scena nazionale, lottando nelle strade e nelle piazze per un presente e un futuro diverso.

I prossimi mesi saranno densi di scadenze, nelle quali torneremo in piazza a partire dallo sciopero generale e metropolitano lanciato da diversi sindacati di base il 21 Ottobre, arrivando fino alla mobilitazione nazionale del 27 Novembre a Roma, nell’ambito della campagna per il NO al Referendum costituzionale e per un rifiuto più generale all’intero sistema che il Governo Renzi rappresenta! Quindi le mobilitazioni studentesche non si fermano e proprio per questo ci incontreremo nuovamente per un’assemblea nazionale di Studaut a inizio Novembre!

#CéchidiceNo #GiovaniIngovernabili #CacciamoRenzi